Se pochi giorni fa Alejandro Gomez aveva accennato qualcosa su ragioni e modalità dell'addio all'Atalanta, raccontando la preghiera fatta al DS sivigliano Monchi di "fare tutto il possibile" per portarlo in Andalusia, oggi il Papu vuota il sacco sui suoi attuali sentimenti nei confronti della Dea, un miscuglio di sofferenza e risentimento verso qualcuno il cui nome probabilmente verrà fatto in futuro.

Il fantasista argentino confessa ai microfoni di Sky tutta la sua difficoltà attuale anche solo nell'assistere alle partite della squadra nerazzurra.

"La prima parola che mi viene in mente pensando a Bergamo? Tristezza. Faccio fatica a guardare una partita dell'Atalanta. Mi fa male vedere i miei ex compagni. Sono felice per loro perché stanno facendo molto bene e so che squadra è, ma non ci riesco. Quindi oggi dico tristezza, spero che col passare del tempo ci possa essere altro".

Oggi l'altro per cui c'è spazio è l'accusa senza destinatario sugli artefici di una separazione che fino a pochi mesi fa sembrava fantascienza.

"Sto cercando di capire come sia successo tutto questo, so di non essere il colpevole in questa storia. Non si poteva andare avanti così e ho preso la decisione giusta, sono contento e tranquillo per la scelta che ho fatto".

Gasperini è il convitato di pietra nelle parole di Gomez, ma non è il solo, visto che ce n'è anche per chi – una volta assodato come fosse impossibile andare avanti con l'Atalanta – si era messo al lavoro per esiliarlo lontano dal calcio di alto livello.

"Avevo grandi offerte dalla MLS e dall'Arabia Saudita, con tantissimi soldi, ma non mi interessava. Sapevo che c'era gente che mi voleva vedere sparire in questi Paesi, ma la mia priorità era il Siviglia e sono orgoglioso di essere finito qui".

Per Gomez finora un goal in 14 partite in maglia Siviglia ed una crescente integrazione negli schemi di Lopetegui. A 33 anni il Papu sente di avere ancora tanto da dire nel calcio europeo, con l'obiettivo di far ricredere chi a Bergamo lo ha dato per finito forse troppo presto: Gasperini in primis, ma anche coloro che non hanno avuto dubbi nello schierarsi col tecnico.