Grandi proteste del Napoli per il mancato rigore concesso a Milik per il contatto con Donati, nel secondo tempo del match poi perso contro il Lecce. L'arbitro che ha ammonito per simulazione il polacco, si è consultato con il Var ma ha deciso di non rivedere l'episodio sul monitor a bordo campo, alimentando le perplessità degli azzurri. Spunta un precedente relativo a Juventus-Genoa del 30 ottobre scorso, quando lo stesso arbitro Giua non ha avuto dubbi nel sanzionare con il rigore un intervento molto simile, di Sanabria su Ronaldo.

Contatto Donati-Milik in Napoli-Lecce, niente rigore per l'arbitro Giua

Al 25° minuto del secondo tempo di Napoli-Lecce, episodio da moviola in area salentina. Milik cade dopo un presunto contatto con Donati. L'arbitro Giua immediatamente estrae il giallo per simulazione al polacco reo, come si legge nel labiale di aver accentuato la caduta con un "carpiato". Il direttore di gara si consulta comunque con la sala Var ma decide di non rivedere l'azione all'on-field review scatenando così poi nel post-partita le proteste degli azzurri. I replay mostrando l'abilità di Milik, che cerca il contatto con l'avversario. Il tocco c'è, anche se poi l'ex Ajax effettivamente accentua e non poco gli effetti dello stesso. Restano dunque molti dubbi, anche alla luce di un precedente molto simile

Il precedente in Juventus-Genoa, con il contatto Sanabria-Ronaldo sempre con l'arbitro Giua

Basta andare indietro nel tempo di qualche mese, a fine ottobre. La partita è quella tra Juventus e Genoa, con l'arbitro che è proprio il classe 1988 Antonio Giua. Nel convulso finale altro episodio da moviola: Ronaldo cade in area rossoblu dopo un contatto con Sanabria. Il direttore di gara non ha dubbi e fischia subito il calcio di rigore, che CR7 poi realizza regalando ai suoi una pesantissima vittoria in extremis. La dinamica del contatto Sanabria-Ronaldo è molto simile a quella Donati-Milik: anche nel primo caso l'attaccante ha cercato con furbizia il tocco dell'avversario (che anche se lieve c'è), accentuando poi la caduta. La decisione dell'arbitro però nel caso del match del San Paolo è stata differente.