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Gigi Sartor condannato per droga a un anno e due mesi, farà volontariato in comunità

Per Gigi Sartor, ex calciatore di Serie A, è arrivata la sentenza con rito abbreviato per droga: condannato a un anno, due mesi e 20 giorni, al momento è ai domiciliari ottenendo la possibilità di svolgere volontariato presso una comunità di recupero per tossicodipendenti. Lo scorso 16 febbraio era stato arrestato nei pressi di Parma.
A cura di Alessio Pediglieri
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Una nuova brutta vicenda per Gigi Sartor, ex difensore di Serie A che in carriera ha vestito anche le maglie di Inter, Roma e Juventus: è stato condannato ad un anno, due mesi e 20 giorni di carcere per droga dopo essere stato sorpreso dalla Guardia di Finanza, vicino a Parma, a coltivare oltre 100 piante di marijuana in una serra. Un ritrovamento che ha portato Sartor davanti al giudice con sentenza emessa in rito abbreviato. Adesso l'ex calciatore è agli arresti domiciliari, concessi dopo richiesta del suo avvocato che ha anche proposto – e ottenuto – che il suo assistito svolga volontariato presso una comunità di recupero di tossicodipendenti.

Non è la prima volta che Gigi Sartor deve fare i conti con la giustizia ordinaria. L'ex difensore ha precedenti per violazione di obblighi di assistenza familiari e maltrattamenti, e il suo nome era stato coinvolto già nello scandalo delle scommesse truccate nel calcio, ancora quando nel 2011 venne arrestato sempre nelle vicinanze di Parma, con l'accusa di essere intermediario tra coloro che scambiavano i soldi illeciti. Tutto poi si era risolto nel 2019 con l'assoluzione per prescrizione. Adesso, l'arresto e la condanna per droga.

Sartor al momento ha evitato il carcere: al 46enne ex calciatore sono state concesse le attenuanti generiche ed  ha pesato lo stato di incensurato prima di quest'ultimo accaduto. Il giudice ha escluso la recidiva ma ha revocato la sospensione della pena per le precedenti accuse. Dunque, Sartor rischia di dover scontare anche il periodo (nove mesi) relativo alle condanne precedenti.

Il tutto perché lo scorso 16 febbraio in un casolare di Lesignano Palmia, gli inquirenti lo hanno preso in flagranza di reato, nella coltivazione illegale di 106 piante di marijuana che – secondo le prime stime – avrebbero potuto fruttare fino a oltre due chili di sostanze stupefacenti.

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