Gigi Buffon si è dimesso: “Volevo farlo un minuto dopo la Bosnia, mi è stato chiesto di aspettare”

Gigi Buffon ha rassegnato le dimissioni da capo delegazione della Nazionale italiana. Avrebbe voluto farlo già dopo la cocente delusione della sconfitta con la Bosnia, che ha determinato la mancata qualificazione ai Mondiali. Ma, come lui stesso spiega nel lungo messaggio condiviso sui social, ha atteso qualche giorno così come gli era stato richiesto. L'ex portiere della Juventus e dell'Italia ha fatto un passo indietro dopo la nota ufficiale del Consiglio Federale su Gabriele Gravina che ha lasciato l'incarico di presidente FIGC.
Le dimissioni: "Le avrei date subito, mi è stato chiesto di temporeggiare"
Nella lunga nota Buffon tiene subito a precisare una cosa: se ha abbandonato l'incarico solo oggi, a distanza di qualche giorno dalla debacle in Bosnia, non è perché aveva l'intenzione di rimangiarsi la parola data ma per mantenere fede a una richiesta fattagli.
Rassegnare le mie dimissioni un minuto dopo la fine della gara contro la Bosnia, era un atto impellente, che mi usciva dal profondo. Spontaneo come le lacrime e quel male al cuore che so di condividere con tutti voi. Mi è stato chiesto di temporeggiare per far fare le giuste riflessioni a tutti.
Ora che il Presidente Gravina ha scelto di fare un passo indietro, mi sento libero di fare quello che sento come atto di responsabilità, perché, pur nella sincera convinzione di aver costruito tanto a livello di spirito e di gruppo con Rino Gattuso e tutti i collaboratori, nel pochissimo tempo a disposizione della Nazionale, l'obiettivo principale era riportare l'Italia al Mondiale. E non ci siamo riusciti. È giusto lasciare a chi verrà dopo la libertà di scegliere la figura che riterrà migliore per ricoprire il mio ruolo.

Il futuro: "Chi di dovere giudicherà la bontà del mio lavoro"
La seconda parte del messaggio di Buffon è un atto di congedo ma anche di orgoglio personale per il lavoro svolto tra le fila della Nazionale. Quanto fatto è sotto gli occhi di chi raccoglierà il testimone alla guida del calcio italiano. Esperienza finita del tutto? Per adesso sì poi "Starà a chi di dovere giudicare la bontà delle scelte" fatte sotto la sua gestione.
Rappresentare la Nazionale è per me un onore ed una passione che mi divora fin da quando ero un ragazzino – si legge ancora nel messaggio -. Ho cercato di interpretare il mio incarico mettendoci tutte le mie energie, guardando a tutti i settori per essere anello di congiunzione, di dialogo e di sinergia tra le varie giovanili, cercando di strutturare, insieme ai vari responsabili, un progetto che partendo dai giovanissimi arrivi fino alla Nazionale U21. Il tutto per ripensare il modo nel quale si allevano i talenti della futura Nazionale maggiore.
Ho chiesto ed ottenuto l’inserimento di poche, importanti figure di forte esperienza, che insieme con le competenze già presenti, stanno dando vita a questi cambiamenti necessari con visione a medio e lungo termine. Questo perché credo nella politica della meritocrazia e della specializzazione delle mansioni. Starà a chi di dovere giudicare la bontà di queste scelte. Porto nel cuore tutto, con gratitudine per il privilegio e l'insegnamento che, anche nell’epilogo doloroso, questa intensa esperienza mi lascia. Forza Azzurri sempre.