Fabregas espone i cardini del suo manifesto calcistico: “Adesso non guardo la classifica”

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L’allenatore del Como ha rivelato di non guardare la classifica in questo tempo, ma anche parlato della sua filosofia di gioco, il suo manifesto calcistico.

Il Como ha vinto anche in casa del Torino. Il 3-1 della squadra di Fabregas è stato incredibile, perché a dieci minuti dal termine il Como era sotto di un gol e invece con Ramon, Paz e Baturina è cambiato tutto. Al termine dell'incontro, parlando con Sky, l'allenatore catalano ha spiegato in modo perfetto quella che è la sua filosofia calcistica, ma ha anche dichiarato che non sta guardando la classifica: "Adesso non è una cosa che mi interessa".

La spiazzante rivelazione di Fabregas sulla classifica

Dire che è un unicum in Serie A è riduttivo. Il Como ha logiche totalmente differente rispetto a tutte le altre squadre italiane. Il merito è della società e soprattutto del suo allenatore che non smette mai di chiarire il pensiero e il metodo che viene applicato. Nell'immediato dopo partita, su Sky, ha detto chiaramente che lui la classifica della Serie A non la guarda: "Non so quanti punti abbiamo, siamo a ottobre non lo guardo, non è una cosa che mi interessa. A me interessa vedere la squadra come gioca, come fa le cose".

Il manifesto di Fabregas: "L'errore di Ramon è grave, ma quante volte abbiamo segnato così"

La filosofia di Fabregas è ormai nota. Il manifesto del calcio moderno punta anche sulle negatività. L'allenatore ha ribadito che le sconfitte ti aiutano a crescere, e sbagliare alla fine fa parte del processo. Il riferimento a Jacobo Ramon, autore del gol del momentaneo pareggio, che ha regalato al Toro il primo gol dell'incontro con una ripartenza dal basso sbagliata.

Quell'errore, ribadisce, è stato grave, ma il Como tante volte ripartendo in questo modo è riuscito a trovare il gol, quindi: "Vedere Ramon fare un errore grave, perché quello è un errore grave, non è stato semplice. Ma noi giochiamo così, perché ripartendo in questo modo spesso abbiamo trovato la via del gol. Ma quella volta che ti toglie, che ti danneggia, ed è al massimo il due percento, non fa niente, dobbiamo continuare sempre con il nostro gioco".

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