Espulsione di Bastoni sacrosanta in Bosnia-Italia: si sono verificati tutti i criteri del DOGSO

Alessandro Bastoni ha rimediato un cartellino rosso sacrosanto nel finale del primo tempo di Bosnia-Italia. Il difensore dell'Inter è stato protagonista di un intervento ingenuo e irruente, nel tentativo di rimediare ad un errore del suo portiere, che ha complicato e non poco i piani della Nazionale nella finale dei playoff Mondiali. Il regolamento parla chiaro, con la situazione che rientra nella casistica del DOGSO.
Perché l'espulsione di Bastoni in Bosnia-Italia è giusta
Tutto è nato da un brutto rilancio di Donnarumma che ha favorito il recupero palla della Bosnia. Subito lanciato in profondità e velocità Memic è stato letteralmente steso senza andare troppo per il sottile da Alessandro Bastoni: scivolata in ritardo del difensore dell'Inter che ha atterrato il calciatore bosniaco che si era allungato la sfera e seppur in posizione un po' defilata era già pronto all'ingresso in area per presentarsi a tu per tu con Gigio Donnarumma.
L'arbitro Turpin ha riscontrato la presenza dei 4 criteri del DOGSO
Nessun dubbio da parte dell'arbitro Turpin che ha immediatamente estratto il cartellino rosso. Una decisione giusta in termini di regolamento, come confermato anche dalla reazione di un rassegnato Bastoni che non ha quasi protestato al contrario dei suoi compagni. Infatti il direttore di gara si è subito reso conto della presenza di tutti e 4 i criteri del DOGSO, l'acronimo inglese che sta per Denying an Obvious Goal-Scoring Opportunity il negare un'evidente opportunità di segnare una rete che porta all'espulsione diretta.

Cosa dice il regolamento in merito al fallo di Bastoni su Memic
Quali sono questi criteri previsti dal regolamento? In primis la distanza tra il fallo e la porta, con il fallo avvenuto infatti in una zona tale da rendere l'occasione da gol imminente o molto probabile. Poi bisogna tenere conto anche della direzione generale dell'azione: il calciatore che subisce fallo, ovvero Memic, doveva puntare direttamente verso la porta avversaria e non allargarsi o allontanarsi dalla stessa. Terzo elemento è la probabilità di mantenere il controllo della sfera che in questo caso era nella totale disponibilità del calciatore bosniaco e infine la posizione e il numero dei difendenti.
L'arbitro ha valutato correttamente la posizione degli altri azzurri che non sarebbero potuti intervenire e fare da ostacolo dunque tra Memic e Donnarumma. Insomma Turpin è stato impeccabile nel ravvisare la presenza di un DOGSO, purtroppo per Bastoni e per l'Italia che si è ritrovata dunque nel finale del primo tempo avanti di un gol, ma sotto di un uomo.