Il caso dell'esame farsa di Luis Suarez continua a far discutere e a regalare nuovi colpi di scena. L'ultimo, in ordine di tempo, è arrivato nelle scorse ore quando la Procura di Perugia ha deciso di bloccare tutte le attività di indagine, a partire da oggi e fino a tempo indeterminato. A spiegare il motivo dello stop è arrivato il procuratore Raffaele Cantone: "Le indagini saranno tutte riprogrammate in modo da garantire la doverosa riservatezza", ha infatti spiegato all'Ansa lo stesso magistrato. Il lavoro degli inquirenti riprenderà dunque nei prossimi giorni, con tutti gli accertamenti ritenuti necessari far luce su questa clamorosa vicenda che ha coinvolto l'attaccante uruguaiano, l'Università per Stranieri di Perugia e i legali che stavano lavorando per la Juventus.

L'indignazione della Procura

Le violazioni del segreto istruttorio, con parte del dossier finito nelle mani della stampa, non sono infatti andate giù al capo della Procura di Perugia. I contenuti delle telefonate, intercettate dalla Guardia di Finanza, e i dettagli relativi all'esame del giocatore uruguaiano hanno così spinto Raffaele Cantone a fermare il filone investigativo e ad aprire anche un fascicolo per accertare eventuali responsabilità: "Sono indignato per quanto successo finora – ha spiegato il magistrato campano all'Ansa -, compreso l'assembramento dei mezzi d'informazione oggi sotto alla procura. Faremo in modo che tutto questo non accada più".

Nei giorni scorsi, dopo che il caso era ormai diventato di dominio pubblico, era stata una nota dello stesso procuratore a scoperchiare il vaso e a rivelare l'esame farsa di Luis Suarez: "Dalle attività investigative è risultato che gli argomenti oggetto della prova d’esame sono stati preventivamente concordati con il candidato e che il relativo punteggio è stato attribuito prima ancora dello svolgimento della stessa, nonostante sia stata riscontrata, nel corso delle lezioni a distanza svolte dai docenti dell’Ateneo, una conoscenza elementare della lingua italiana".