Il colpo di scena questa volta non arriva dalle intercettazioni della Guardia di Finanza, né dalle frasi pronunciate dai protagonisti o dal (presunto) coinvolgimento di dirigenti sportivi (i nomi di Fabio Paratici e Federico Cherubini, rispettivamente responsabile dell'area tecnica e direttore sportivo della Juventus) . No, questa volta, il colpo di scena sulla vicenda dell'esame ‘farsa' di Luis Suarez a Perugia lo dà la stessa Procura umbra che ha deciso di bloccare, a partire da oggi e fino a tempo indeterminato, le attività di indagine relative al caso.

A rilanciare le ultime notizie al riguardo è stata l'Agenzia di stampa, Ansa, che ha riportato le parole del procuratore capo, Raffaele Cantone. A motivare la scelta sono state le ripetute violazioni del segreto istruttorio sui particolari del dossier acquisito agli atti e buona parte dei quali rivelati dai media: dai contenuti delle telefonate ‘ascoltate' dagli agenti delle Fiamme Gialle (dove si evince perfino l'entusiasmo di una delle docenti per il possibile ingaggio del giocatore, "con lui vinciamo la Champions") fino ad alcuni dettagli dell'appello svolto dal calciatore dell'Atletico Madrid il 17 settembre scorso. Ecco perché il magistrato, oltre a fermare ufficialmente il filone investigativo, ha optato anche per l'apertura di un fascicolo per accertare eventuali responsabilità.

Sono indignato per quanto successo finora – sono le parole di Raffaele Cantone riportate dall'Ansa -, compreso l'assembramento dei mezzi d'informazione oggi sotto alla procura. Faremo in modo che tutto questo non accada più.

"Indica cocomero e supermercato". E ancora "come ti chiami?" oppure "in quale città italiana immagini di vivere?". Sarebbero state queste alcune delle domande oggetto della sessione di esame sostenuta dall'ex attaccante del Barcellona. Quesiti che, a giudicare da quanto portato alla luce dall'inchiesta, sarebbero stati già a conoscenza di Suarez. Li avrebbe ricevuti in un file tramite ‘Teams’, una sorta di compendio in pdf da imparare a memoria che gli sarebbe stato girato dalla professoressa Stefania Spina (attualmente indagata).