Sono stati resi noti nuovi dettagli sull’esame farsa che l’attaccante Luis Suarez ha sostenuto a Perugia la scorsa settimana per conseguire il livello B1 di italiano, che gli serviva superare la prova per ottenere la cittadinanza italiana. Dalle intercettazioni, diffuse nei giorni scorsi, si era già scoperto che le domande della prova erano state concordate e ora l’Ansa ha rivelato alcuni retroscena sulle domande a cui ha dovuto rispondere durante quell’esame.

Le domande fatte a Suarez nell’esame farsa

Il giocatore ha ricevuto un pdf in cui erano contenuti tutti i temi da trattare, quel file ora è in possesso degli investigatori. E li sono presenti le domande dell’esame che il bomber, da poche ore passato all’Atletico Madrid, ha dovuto rispondere. E ha iniziato con il quesito più semplice: “Come ti chiami?”. Risposta: “Mi chiamo Luis Alberto Suarez Diaz e sono uruguaiano”. A Suarez è stato chiesto in quella città italiana si immaginasse e ha risposto: “Torino”. Tra le domande programmate c’era quella sulla professione: “Faccio il calciatore e sono da 6 anni al Barcellona”, è stata la sua risposta.

Il cocomero e il supermercato

Suarez ha ricevuto un file tramite ‘Teams’ dalla professoressa Stefania Spina che lo ha preparato, e lo ha ricevuto giorni prima dell’arrivo in Italia, poi glielo ha inviato anche da Rocca via mail. Cosa c’era in quel pdf che è stato inviato al calciatore? Erano presenti le immagini che gli sono state poi mostrate durante l’esame di Perugia. Tra queste pure la foto di un cocomero e di un supermercato, e lui non ha fatto molta fatica a indicare con i termini giusti l’uno e l’altro. Poi a Suarez sono state poste delle domande semplici sulla sua famiglia e suoi suoi figli, come concordato in precedenza. L’esame del calciatore è durato appena dodici minuti.