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Donnarumma e le provocazioni della Bosnia: trattenuto a stento mentre gli urlavano “Vai a casa”

La rabbiosa reazione di Gigio Donnarumma dopo i calci di rigore nei confronti dei giocatori bosniaci festanti in mezzo al campo è figlia di reiterate provocazioni. Soprattutto da parte di Amar Dedic con cui il capitano nerazzurro si è scontrato ripetutamente nei 120 minuti di gioco, “scoppiando” nel finale di fronte all’ennesimo dileggio, per un umiliante “go home”.
A cura di Alessio Pediglieri
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La rabbia di Gigio Donnarumma è ancora impressa negli occhi di tutti i tifosi italiani nell'immediato fischio finale di Bosnia-Italia quando l'ultimo rigore per i balcanici calciato da Bajraktarevic passa sotto le braccia del n.1 azzurro. Che resta in ginocchio e si dispera. Poi, mentre in campo si scatenano i festeggiamenti bosniaci per l'incredibile conquista della qualificazione ai Mondiali, si vede di nuovo Donnarumma, ferocemente proteso verso un manipolo di avversari festanti tra bandiere, cori e salti. E cenni di scherno che gli fanno perdere la ragione a tal punto da cercare un confronto fisico, frenato unicamente dal pronto intervento di Locatelli e dello staff azzurro. Rabbia, mista a frustrazione e disagio per la folle occasione persa, ma anche un mix di sensazioni che hanno mandato in tilt Donnarumma di fronte alle provocazioni di Dedic.

Osservando i video dell'immediato post partita si direbbe che Donnarumma abbia perso la testa in preda alla trance agonistica del momento. Uno scatto rabbioso verso un gruppetto di calciatori bosniaci che, a centrocampo, seguono i cori e i balletti di giubilo che hanno coinvolto l'intero stadio di Zenica per festeggiare la qualificazione mondiale. Ci sono Alajbegovic, Muharemovic, Burnic, Dedic. Si abbracciano, avvolti nelle bandiere nazionali, ma oltre ai festeggiamenti c'è di più e Gigio Donnarumma l'ha percepito. E rivedendo attentamente quelle immagini si nota che la reazione del portiere non nasce per caso.

Cos'è realmente accaduto nel finale di Bosnia-Italia, la rabbiosa reazione di Donnarumma

Se in diretta TV tutto è passato come un atteggiamento di sconforto e frustrazione dettati dall'amarezza indicibile di aver perso il terzo mondiale di fila, nel riproporre quelle scene sui social da diverse angolazioni e attraverso riprese manuali, si capisce come l'atteggiamento di Gigio Donnarumma non sia "inspiegabile". Oltre ad esultare e festeggiare, correttamente e doverosamente, c'è chi vedendo proprio il numero uno avvicinarsi, non perde occasione per deriderlo. Il primo a farlo è Dedic, esterno difensivo tra i migliori in campo, autore di una paio di tiri su cui Donnarumma si è superato e ha partecipato attivamente al pareggio sulla contorta azione che ha portato al gol di Tabakovic. Il bosniaco compie ripetuti gesti verso Donnarumma che scatta immediatamente, già esasperato da una situazione insostenibile e che, di fronte agli scherni bosniaci, cerca il confronto fisico. A Dedic in pochi istanti si uniscono i compagni, canzonandolo con evidenti gesti e frasi più che chiare: "go home", "a casa". Di fronte ai quali si evita il peggio solamente grazie al prontissimo intervento di Locatelli che cintura il compagno.

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Donnarumma tried to fight the Bosnia player after losing in the penalty shootout. #italy #fyp #viral #football #penaltyshootout

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La "partita" nella partita di Bosnia-Italia tra Donnarumma e Dedic

Una scena per la quale molti hanno puntato il dito su Donnarumma, triste protagonista dell'eliminazione azzurra, tacciandolo di antisportività. Eppure, se pur da condannare la sua reazione, è da comprendere. In gara aveva già avuto a che vedere proprio con Dedic. Al 79° minuto, sul gol del pareggio bosniaco, il difensore aveva esultato in modo molto provocatorio proprio davanti a Donnarumma, col portiere azzurro che aveva reagito andando a muso duro. L'arbitro era dovuto intervenire per separarli rifilando un cartellino giallo al capitano azzurro. Poi, durante i supplementari, su un'uscita alta di Donnarumma, Dedić ha cercato il contatto fisico per ostacolarne la presa, venendo spintonato via. Ne è nato un capannello di giocatori in cui i due hanno continuato a beccarsi, portando l'arbitro a redarguirli entrambi verbalmente.

Episodi che hanno aumentato il grado di tensione tra i due, unito ai mancati interventi sui rigori, alla discussione feroce con il suo alter ego, Vasilj per il "bigliettino" su cui vi erano trascritte le indicazioni dal dischetto. Poi, all'eliminazione. E alla frustrazione di aver compreso di aver perso un altro Mondiale, sfociata in pubblica furia davanti ai dileggi avversari.

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