Cristiano Ronaldo è stato punito dal Portogallo con 30 giorni di sospensione e una multa ridicola

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Sanzione ridicola per Cristiano Ronaldo, praticamente graziato dal Consiglio di Disciplina del Portogallo che gli ha inflitto una multa minima e uno stop di 30 giorni da scontare in un periodo in cui non giocano le nazionale.

Il Consiglio di Disciplina della Federazione portoghese di calcio ha reso noto il provvedimento ai danni di Cristiano Ronaldo, che aveva abbandonato il ritiro del Portogallo un paio di settimane fa a Copenaghen, dopo aver discusso con il CT Jorge Jesus. La punizione è stata meno che un buffetto amichevole per CR7 sanzionato con una sospensione di 30 giorni e una multa inferiore ai 260 euro. Ronaldo sarà a disposizione del Portogallo regolarmente, se Jorge Jesus vorrà, per le partite di Nations League del mese di novembre.

Solo 30 giorni di sospensione per Ronaldo, quando il Portogallo non gioca

Si potrebbe sfoderare un grande classico per definire la faccenda di Ronaldo: ‘tutto cambia per non cambiare'. Ronaldo continuerà a giocare con il Portogallo. CR7 se n'era andato dalla nazionale portoghese sbattendo la porta, con annesse polemiche, musi lunghi, interventi della sorella, risposta del CT non tanto amichevole e intervento del presidente del Portogallo, non quello della federazione ma quello della Repubblica. Insomma, di tutto e di più, con l'idea di chiuderla lì con la nazionale. E invece a novembre Ronaldo potrebbe tranquillamente essere nell'elenco dei convocati è disponibile per le partite di Nations League.

Ronaldo ha ricevuto 30 giorni di sospensione, che valgono adesso che le nazionali non giocano, e una multa di 255 euro, una mancia praticamente per uno come lui. La federazione ha applicato il regolamento ha incolpato CR7, non poteva fare altrimenti, ma considerando una serie di attenuanti e ricordando la sua carriera e il palmares lo ha di fatto graziato.

Le attenuanti hanno salvato Cristiano Ronaldo da una sospensione pesante

Questa la sentenza: "Il Consiglio di Disciplina – Sezione non professionistica – della Federazione portoghese di calcio decide, nel presente procedimento, di accogliere integralmente l'accusa e, di conseguenza, di condannare l'incolpato Cristiano Ronaldo dos Santos Aveiro per aver commesso, una volta e a titolo doloso, l'infrazione disciplinare prevista e sanzionata dal comma 1 dell'articolo 160 del RDFPF, applicandogli, di conseguenza, la sanzione della sospensione per 30 (trenta) giorni e, in via accessoria, la sanzione pecuniaria fissata in 2,5 UC, vale a dire 255,00 € (duecentocinquantacinque euro)".

Le attenuanti sono state decisive nella mini sanzione per l'ex di Juventus e Real Madrid: "L'incolpato ha chiesto che fossero considerate le circostanze attenuanti previste dalle lettere c) («prestazione di servizi rilevanti per il calcio»), d) («encomio per meriti sportivi») ed e) («contributo decisivo all'accertamento della verità materiale») del comma 1 dell'articolo 44 del RDFPF. A tal fine, il calciatore invoca, da un lato, la propria carriera sportiva, il proprio palmarès e i riconoscimenti ottenuti e, dall'altro, il comunicato pubblico diffuso il 06.10.2026″.

Ronaldo rischiava una sanzione ben più pesante, con una sospensione da uno a sei mesi, al di là di quella economica. Ma alla fine, robetta, nulla è cambiato. CR7 in versione Principe di Salina sarà ancora un calciatore del Portogallo, con una buona pace degli altri attaccanti e di Jorge Jesus, che lo stesso Ronaldo aveva attaccato pesantemente in una lettera furiosa, pubblicata sui social.

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