La Salernitana è stata una delle squadre che ha maggiormente sorpreso in questo campionato di Serie B. Il gruppo allenato da Fabrizio Castori ha lottato fin dalla prima giornata per posizioni da vertice. I granata hanno accumulato punti pesanti in casa e in trasferta, commettendo passi falsi solo contro squadre molto più attrezzate, dal punto di vista dell'organico, come Empoli, Lecce e Monza. Ma cosa succede nel caso in cui la Salernitana dovesse approdare in Serie A? Non è una domanda banale dato che il presidente dei campani è Claudio Lotito, patron della Lazio, che già lo scorso anno si era trovato nella medesima situazione per via della situazione di classifica ottimale dei granata lanciatissimi verso la Serie A poi mancata nella stagione 2019/2020.

Quest'ultimo ha legittimamente acquistato la Salernitana quando il club, dopo il fallimento della società, allora guidata da Antonio Lombardi, dovette ripartire dalla Serie D. Lotito ha usufruito della normativa federale in tema di multiproprietà delle società di calcio e ha portato, a suon di promozioni, il club fino al ritorno tra i professionisti e poi in Serie B. Nel comma 1 dell'articolo 16 del Noif però, si stabilisce che "Non sono ammesse partecipazioni o gestioni che determinino in capo al medesimo soggetto controlli diretti o indiretti in società appartenenti alla sfera professionistica o al campionato organizzato dal Comitato Interregionale".

Lotito vende la Salernitana?

In poche parole, Lotito non può essere proprietario di due club (Lazio e Salernitana) che partecipano allo stesso torneo professionistico: la Serie A. Quali sono dunque gli scenari che andranno ad aprirsi in caso di promozione dei granata in massima serie? La Salernitana avrà 30 giorni a disposizione per cambiare l'assetto societario che non faccia capo allo stesso Claudio Lotito. La sanzione massima è infatti l'esclusione al prossimo campionato di Serie A. L'alternativa è vendere a terzi l'intera società.

Nel frattempo, il Consiglio Federale dello scorso 26 aprile 2021 ha emanato nuove norme in diversi ambiti proprio per contrastare una mala gestione da parte di parecchie società calcistiche italiane: dalla Serie C alla Serie A. In tema di multiproprietà, è stato resa nota la necessità di eliminare le multiproprietà di club in Italia proprio per non incorrere in problemi di questo tipo. La FIGC, dopo le ultime modifiche apportate dal Consiglio Federale, spiega che: “Su proposta del presidente federale, il Consiglio ha deliberato di vietare le plurime partecipazioni di controllo da parte di un medesimo soggetto in ambito professionistico, anche nell’ipotesi in cui una società dilettantistica, controllata da un soggetto impegnato come socio di controllo nel professionismo, salga in Serie C”. In pratica, qualora un soggetto, già presidente di un altro club professionistico, ottenesse la promozione dalla Serie D alla Serie C, sarebbe obbligato a cedere il controllo di una delle due società.

L'attuale assetto societario della Salernitana

Attualmente l'assetto societario della Salernitana ha una struttura ben precisa. Una società S.r.l partecipata da due società: Morgenstren S.r.l. amministrata da Marco Mezzaroma, ovvero il cognato di Claudio Lotito e la Omnia Service S.r.l. che invece è intasata a Enrico Lotito, il figlio del presidente della Lazio. Una chiara riconducibili della Salernitana alla figura di Claudio Lotito. In questo scenario, con le attuali norme in vigore, è dunque difficile che la Salernitana possa partecipare al prossimo campionato di Serie A con un presidente che possiede un altro club che partecipa al massimo torneo calcistico italiano.

“Qualora sopravvengano situazioni tali da determinare in capo al medesimo soggetto situazioni di controllo diretto o indiretto in società della medesima categoria, i soggetti interessati dovranno darne immediata comunicazione alla FIGC e porvi termine entro i 30 giorni successivi. È ciò che recita il quarto comma dell'art. 16-bis delle Noif, il quale specifica proprio questo concetto in cui si ribadisce come lo stesso club granata dovrà cambiare l'assetto societario entro un mese. I nuovi soggetti o gruppo, non dovranno essere riconducibili, ai sensi della normativa vigente, al presidente della Lazio.

Il successivo comma due, arricchisce il concetto di influenza dominante. La precisazione: “Un soggetto ha una posizione di controllo di una società o associazione sportiva quando allo stesso, ai suoi parenti o affini entro il quarto grado sono riconducibili, anche indirettamente, la maggioranza dei voti di organi decisionali ovvero un’influenza dominante in ragione di partecipazioni particolarmente qualificate o di particolari vincoli contrattuali”.