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Cosa rischiano Chiellini e Comolli dopo lo scontro con La Penna nell’intervallo di Inter-Juve

Dopo il caos nel tunnel di San Siro durante Inter-Juventus, Comolli e Chiellini rischiano un procedimento disciplinare per le proteste contro l’arbitro La Penna. Il Codice prevede fino a due mesi di inibizione (o più) in caso di condotta ingiuriosa.
A cura di Vito Lamorte
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Durante l’intervallo di Inter-Juventus, la tensione per l’espulsione di Kalulu è esplosa anche fuori dal campo. L’amministratore delegato bianconero Damien Comolli e il Director of Football Strategy Giorgio Chiellini hanno raggiunto il direttore di gara La Penna sulle scale che conducono agli spogliatoi per contestare la decisione arbitrale, con la presenza anche di Luciano Spalletti, rimasto più composto e intento a evitare che la situazione degenerasse. Le immagini, riprese dagli spalti, hanno rapidamente fatto il giro dei social.

Ora per i dirigenti juventini potrebbe profilarsi un procedimento disciplinare. La strada più immediata è quella legata al referto arbitrale: se La Penna ha riportato l’episodio, il Giudice Sportivo potrebbe intervenire già nei prossimi giorni.

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In alternativa, qualora il fatto non fosse stato annotato, la Procura Federale – tramite i propri ispettori presenti allo stadio – potrebbe segnalare l’accaduto e avviare un’azione davanti al Tribunale Federale Nazionale.

Cosa rischiano Chiellini e Comolli dopo lo scontro con La Penna in Inter-Juve

Il Codice di Giustizia Sportiva prevede sanzioni diverse in base alla gravità del comportamento: si va dall’ammonizione fino alla squalifica o all’inibizione temporanea. In particolare, per i dirigenti sono previste pene minime di due mesi di inibizione in caso di condotta ingiuriosa verso l’arbitro, che salgono ad almeno quattro mesi se si configura un contatto fisico.

La posizione di Chiellini potrebbe essere valutata come una protesta energica ma non offensiva, con il rischio di una sanzione contenuta. Diverso il discorso per Comolli, la cui reazione potrebbe essere interpretata come verbalmente aggressiva, con la concreta possibilità di uno stop di almeno due mesi. Per la Juventus, oltre alla sconfitta sul campo, si aprirebbe così un ulteriore fronte disciplinare.

In situazioni del genere non è raro che il Giudice Sportivo si prenda tempo per valutare ogni elemento, basandosi anche sulle relazioni degli ispettori federali a bordo campo, presenti pure a San Siro per conto della FIGC. Se verranno avviati ulteriori accertamenti, nei prossimi giorni si farà chiarezza su ciò che è realmente accaduto — o meno — in quei minuti convulsi dell’intervallo.

Il tunnel dello stadio meneghino, lungo e pieno di curve, è stato teatro di momenti di forte tensione e secondo alcune ricostruzioni delle scorse ore Spalletti avrebbe avuto un acceso confronto con il presidente interista Giuseppe Marotta nei pressi degli spogliatoi; altre ricostruzioni chiamano in causa Riccardo Ferri, accusato di aver riacceso vecchie ruggini legate al Derby d’Italia fino a un faccia a faccia teso con il direttore tecnico bianconero François Modesto.

Per alcuni minuti sarebbe stato un tutti contro tutti, sotto gli occhi di numerosi presenti, con il servizio d’ordine decisivo nell’evitare che la situazione degenerasse ulteriormente. Ora la questione passa alla giustizia sportiva: il giudice sportivo è pronto a esaminare gli atti, mentre la Procura federale ha già acceso i riflettori sull’accaduto. A breve si capirà se il finale sarà limitato a sanzioni pecuniarie — ipotesi concreta — o se arriveranno provvedimenti più pesanti per i protagonisti di un intervallo segnato da rivalità incandescenti.

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Cosa dice il Codice di Giustizia Sportiva: le possibili sanzioni

L'articolo 9 del Codice di Giustizia Sportiva prevede una serie di sanzioni commisurate alla natura e alla gravità dei fatti commessi: "a) ammonizione; b) ammonizione con diffida; c) ammenda; d) ammenda con diffida; e) squalifica per una o più giornate di gara; in caso di condotta di particolare violenza o di particolare gravità, la squalifica non è inferiore a quattro giornate di gara; f) squalifica a tempo determinato in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA; g) divieto temporaneo di accedere agli impianti sportivi in cui si svolgono manifestazioni o gare calcistiche, anche amichevoli, in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA; h) inibizione temporanea a svolgere attività in ambito FIGC, con eventuale richiesta di estensione in ambito UEFA e FIFA, a ricoprire cariche federali e a rappresentare le società in ambito federale, indipendentemente dall'eventuale rapporto di lavoro". L'articolo 35, poi, è più preciso riguardo ai dirigenti, come nel caso degli juventini, responsabili di particolari comportamenti nei confronti degli arbitri: per questi, "è inflitta, salva l’applicazione di circostanze attenuanti o aggravanti, come sanzione minima la inibizione: a) per 2 mesi in caso di condotta ingiuriosa o irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara; b) per 4 mesi in caso di condotta gravemente irriguardosa nei confronti degli ufficiali di gara che si concretizza con un contatto fisico".

I due dirigenti bianconeri potrebbero essere puniti per il confronto con l’arbitro, che sarà fermato. Facile prevedere provvedimenti severi nei confronti dei dirigenti bianconeri: il confronto con l’arbitro sarebbe andato avanti anche nel corridoio verso gli spogliatoi, con Spalletti e un calciatore impegnati a riportare la calma pur senza nascondere il proprio disappunto. Una scena poco edificante, magari lontana dagli smartphone dei tifosi, ma non certo dallo sguardo degli ispettori federali presenti allo stadio.

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