Sospendere tutti gli eventi, non solo sportivi, per i prossimi 30 giorni. È l'orientamento emerso in seno al Governo italiano in seguito alla proposta del Comitato scientifico voluto dal Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Non più provvedimenti a macchia di leopardo o con limitazione geografiche ma blocco totale di tutte le manifestazioni che comportino affollamento e il non rispetto delle distanze di sicurezza (almeno due metri di distanza).

È l'effetto più drastico – ma necessario per la tutela della salute pubblica – dell'emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale) scoppiata in Italia (con i primi focolai nelle Regioni del Nord-Italia, fino a propagarsi per tutto il Paese) e scandita dall'evoluzione della situazione. Secondo le ultime stime ufficiali sarebbero 2.263 i casi di persone contagiate Covid-19 (con un aumento di 428 rispetto a ieri) mentre sono 79 i morti nel complesso.

Cosa significa? Facendo stretto riferimento alla Serie A e al campionato – in queste scandito dalle forti polemiche interne – la conseguenza diretta è la paralisi totale del calcio italiano, con il torneo che verrebbe messo in discussione per l'impossibilità di disputare le partite. Calendario alla mano, considerando anche la necessità di arrivare "pronti" per Euro 2020 (la partita inaugurale si giocherà allo stadio Olimpico di Roma il 12 giugno), salterebbe tutta l'attività agonistica, compreso la Coppa Italia che in queste ore ha già fatto registrare la decisione di rinviare a data da destinarsi la semifinale di ritorno, Juventus-Milan.

Come si può ovviare al rischio di blocco totale? Se l'orientamento del Governo si tramuterà in atto formale, per evitare che la sospensione di tutti i campionati comprometta la conclusione della stagione c'è solo una soluzione da adottare. L'unica alternativa, come tentativo per arginare la paralisi, sarebbe quindi quella di giocare tutte le partite a porte chiuse. Una possibilità che, al netto delle forti polemiche e dello scontro all'interno della Lega di Serie A (le parole del presidente, Zhang, e la lettera dell'Inter di "diffida" all'assemblea hanno alzato la portata dello scontro) traccia una linea spartiacque e obbliga i vertici del calcio italiano a rimettersi alle decisioni che arrivano dal Governo del Paese.