Inter-Ludogorets si giocherà in un'atmosfera surreale. La sfida valida per il ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League in programma giovedì 27 febbraio a San Siro, sarà disputata a porte chiuse. Una decisione inevitabile alla luce delle disposizioni delle autorità sanitarie per l'emergenza Coronavirus. Oltre ai tifosi, non ci saranno nemmeno i giornalisti né in occasione del match, né nelle conferenze pre-partita (Conte non parlerà oggi) o agli allenamenti. Sarà garantito solo il minimo indispensabile per la trasmissione della gara, che non potrà contare sulla presenza dei telecronisti allo stadio.

Inter-Ludogorets a porte chiuse per il Coronavirus

"FC Internazionale Milano comunica che, in accordo con l'UEFA e in ossequio alle disposizioni delle autorità sanitarie della Regione Lombardia e del Comune di Milano, il match di ritorno dei sedicesimi di finale di Europa League tra Inter e Ludogorets si disputerà giovedì 27 febbraio alle ore 21.00 a porte chiuse allo stadio ‘Meazza‘". Con questa nota due giorni fa è stata ufficializzata la decisione di far disputare il match tra la squadra nerazzurra e quella bulgara in condizioni speciali a seguito dell'emergenza legata al Coronavirus. A differenza degli altri match a porte chiuse, a cui siamo abituati ad assistere dopo speciali provvedimenti punitivi nei confronti dei tifosi, Inter-Ludogorets avrà delle ulteriori restrizioni

Inter-Ludogorets, al Mezza non ci saranno giornalisti e telecronisti

Oltre ai tifosi in occasione di Inter-Ludogorets, ci saranno restrizioni anche per i giornalisti. Si partirà dalla vigilia: niente conferenza stampa dunque oggi per Antonio Conte, con i cronisti che non potranno assistere agli allenamenti dei nerazzurri. Giovedì sera a rendere lo Stadio Meazza ulteriormente silenzioso sarà l'assenza degli addetti ai lavori, in tribuna stampa, con l'accesso garantito solo agli operatori autorizzati per la ripresa delle immagini, e ai bordocampisti. Non ci sarà dunque nessuno a raccontare il match dal vivo, con i telecronisti che potranno lavorare direttamente dalle redazioni. Una "beffa" soprattutto per i tanti giornalisti e operatori che sarebbero dovuti arrivare dall'estero e soprattutto dalla Bulgaria, per un evento considerato di grande prestigio sportivo.