Conte è avvelenato: “Vorrei capire chi sono i fenomeni che se ne fottono e ci fanno giocare sabato”

Antonio Conte ha il veleno dentro per l'eliminazione del Napoli dalla Champions. E lo sputa parlando di quei "fenomeni" che hanno fatto i calendari di Serie A costringendo la sua squadra a un tour de force sfibrante. "Abbiamo giocato domenica alle 21, questa sera e sabato alle 18 andiamo di nuovo in campo… poi parlano di infortuni e tante altre cose ma la verità è che quelli se ne fottono altamente", è la chiosa del suo intervento in tv, ad Amazon Prime Video. La giornalista gli menziona il "disastro" in Coppa (gli azzurri, campioni d'Italia, hanno finito al 30° posto) e il tecnico ha un sussulto: "Andiamoci piano con le parole… i disastri veri sono altri. E poi non si può parlare di disastro calcistico visto che in un anno e messo abbiamo vinto uno scudetto e una Supercoppa italiana".
Fa più male, malissimo, perché fino al 66° la sua squadra vinceva 2-1 poi ha ceduto 2-3 al Chelsea che aveva abbastanza risorse per giocarsi tutto: Joao Pedro (doppietta), Palmer (che gli ha servito il passaggio e lo ha innescato) e perfino quel Garnacho che è stato un tormentone estivo sfumato quando il calciatore ha chiesto soldi veri, tanti soldi. "La loro vittoria è un risultato bugiardo. Nonostante più di mezza squadra fuori abbiamo giocato alla pari e anche meglio del Chelsea. I ragazzi hanno fatto una partita di stampo europeo. Non abbiamo avuto paura, siamo andati a prenderli. Non ci siamo snaturati, abbiamo accettato i duelli e proposto un buon calcio. La strada è questa. Alla fine ha pagato la grande qualità che loro avevano in mezzo al campo e in panchina". Rosenior può, Conte no. Quanto brucia.

C'è una cosa che più delle altre gli toglie il sonno ed è un grande rammarico. Conte lo ripete ancora una volta: "È dall’inizio dell'anno che abbiamo gravi defezioni ma l'errore più grosso è quello di Copenaghen. Non puoi essere sopra di un gol, con un uomo in più e poi subire il pareggio su rigore…". L'espressione stampata in viso dice tutto, Conte non ha bisogno di aggiungere altro. L'ultimo sorso in Coppa è stato amarissimo. Un brutto sapore che cerca di addolcire così: "Si è visto qual è il livello di calcio espresso oggi contro un avversario che può fare grandi investimenti e ha vinto il Mondiale per Club – la conclusione del tecnico -. Tutto questo nonostante una squadra rimaneggiata e solo 13 calciatori di movimento a disposizione. E questo mostra che quello che sta facendo il Napoli è frutto di un attento lavoro che mira a crescere". Sì, ma lontano dalla Champions, in un campionato pedemontano.