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“Chi non salta è musulmano”, il vile coro si alza durante Spagna-Egitto: la FIFA apre una indagine

Ripetuti cori da parte dei tifosi spagnoli nel match amichevole giocato a Barcellona contro l’Egitto hanno scatenato l’indignazione generale. Ora la Nazionale iberica rischia di giocare a porte chiuse la prossima partita mentre anche la polizia locale ha aperto una inchiesta contro i responsabili, per potenziali crimini d’odio. “Episodio intollerabile” ha commentato a margine Lamine Yamal, “sono musulmano anch’io”
A cura di Alessio Pediglieri
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Un'inchiesta da parte della FIFA è stata annunciata a seguito dell'ultima amichevole disputata dalla Spagna che ha ospitato martedì sera l'Egitto al RCDE Stadium, l'impianto alle porte di Barcellona scelto per la sfida che inizialmente era programmata in Qatar al Lusail Stadium, inagibile a causa del conflitto tra Iran e Stati Uniti. Il motivo sono stati i ripetuti e reiterati canti da parte dei tifosi iberici nei confronti di quelli egiziani che sono stati scanditi per bene durante diversi momenti della partita. Di chiara natura razzista e discriminante.

"Chi non salta è musulmano". Al ritmo di questa vile cantilena migliaia di tifosi della Spagna hanno rovinato il contesto sportivo dell'amichevole che vedeva di fronte le Furie Rosse contro l'Egitto in una amichevole di lusso, poi conclusasi senza particolari sussulti a reti inviolate. La FIFA adesso sta esaminando i report ufficiali dell'arbitro Georgi Kabakov, degli ispettori di gara e del team di sicurezza, oltre alle prove video dove sono inquadrati i tifosi che intonano u cori islamofobi uditi durante il match.

I corsi allo stadio, l'indagine FIFA e l'inchiesta della Polizia spagnola

Nonostante i ripetuti avvertimenti sui maxischermi dello stadio, però il protocollo che spesso entra in funzione quasi automaticamente, non si è visto: l'arbitro non ha interrotto ufficialmente la partita perché, secondo quanto riportato anche in base ai report poi consegnati agli emissari FIFA, non sarebbe stato informato formalmente degli incidenti in tempo reale. Ciò però non esclude possibili sanzioni nei confronti della Spagna.  Secondo i regolamenti FIFA, infatti, rischia una multa economica fino alla chiusura parziale dello stadio in vista della prossima partita internazionale. Parallelamente alla FIFA è scattata anche un'indagine interna con i Mossos d'Esquadra, la polizia catalana, che hanno aperto un'inchiesta per identificare i singoli responsabili dei cori, trattandoli come potenziali crimini d'odio.

La denuncia di Yamal: "Sono musulmano anch'io, episodio intollerabile"

All'ondata di indignazione generale si è aggiunto anche il commento di uno dei giocatori protagonisti in campo, Lamine Yamal, stella del Barcellona e delle Furie Rosse: "Sono musulmano.. allo stadio si è sentito il coro e so che era rivolto alla squadra avversaria e non era un attacco personale, ma da musulmano lo trovo comunque irrispettoso e intollerabile. Capisco che non tutti i tifosi siano così, ma a coloro che intonano questi cori ricordo che usare una religione come insulto in campo vi fa sembrare ignoranti e razzisti. Il calcio è fatto per divertirsi e tifare" ha poi concluso il giovane talento spagnolo, "non per mancare di rispetto alle persone per quello che sono o per quello in cui credono".

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