"Chi non capisce che questo campionato è andato, è peggio del virus". Il presidente del Brescia, Massimo Cellino, non usa giri di parole per censurare il tentativo da parte della Federazione, della Lega di Serie A e di alcuni colleghi di altre squadre di portare a termine la stagione a tutti i costi. Che senso ha, si chiede, giocare quando tutto intorno c'è odore di morte e disperazione? Come si può pensare di andare avanti e aggrapparsi alla retorica dello "spettacolo che deve continuare" e del calcio che può rappresentare un fattore di "distrazione di massa"? Come si fa a dimenticare quelle immagini durissime, che sono una stretta al cuore, dei camion militari zeppi di bare portate altrove perché nella provincia lombarda tra Bergamo e Brescia non c'è più posto nemmeno per cremare le salme nei forni?

Prima la vita. La vita, cazzo – dice Cellino -. Ci sono tifosi che portano l’ossigeno negli ospedali, altri che piangono i loro morti, altri ancora intubati. Non si può più giocare quest’anno. Si pensi al prossimo. Qualcuno non si rende ancora conto di quello che sta accadendo, e quel qualcuno è peggio del virus.

Ventisei le gare di campionato disputate finora con Inter, Sampdoria, Verona, Atalanta, Cagliari, Parma, Cagliari e Sassuolo ferme a quota 25 perché non c'è stato il tempo di recuperare quei match saltati nel pieno dell'emergenza Coronavirus (qui tutti gli aggiornamenti). Il morbo ha investito il Paese, il bilancio delle ultime ore è drammatico (800 morti in due giorni e numero dei contagiati in aumento) e le stesse squadre di Serie A annoverano infetti: Dybala e Maldini (padre e figlio) sono solo gli ultimi della lista dei casi positivi al Covid-19. Eppure c'è chi vuol riprendere gli allenamenti e ha fissato sul calendario maggio come data utile per riprendere la stagione. Il commento di Cellino al riguardo è tranciante.

La stagione è andata. Lotito? Se qualcuno vuole questo scudetto maledetto se lo prenda pure – ha aggiunto Cellino -. E non parlo così perché il Brescia è ultimo in classifica. Siamo ultimi perché ce lo meritiamo. Si è bruciato un terzo del campionato, e allora si taglino un terzo dello stipendio ai calciatori, un terzo dei diritti televisivi e un terzo delle tasse.