Dunque dopo due mesi di minacce e di frasi durissime – anche sul piano personale, vedi le reiterate accuse di tradimento di Alexander Ceferin nei confronti del suo ex carissimo amico Andrea Agnelli – alla fine la poderosa macchina da guerra dell'UEFA si è fermata un attimo prima di emanare le sanzioni nei confronti di Juventus, Real Madrid e Barcellona, ovvero gli ultimi club ribelli a non aver ancora rinunciato alla temeraria Superlega.

A voler essere precisi, lo stop al procedimento disciplinare pendente sui tre club in questione è arrivato – sottolinea la stessa UEFA – da parte di un organo indipendente, l'Appeals Body, ma la sostanza non cambia: è stata decisa la "sospensione del procedimento fino a nuovo avviso". Troppo grandi i rischi sul piano della giustizia ordinaria, qualora si fosse continuato nell'azione sanzionatoria dopo che lo scorso 2 giugno le autorità svizzere avevano notificato agli uffici di Nyon l'ordinanza del Tribunale Commerciale di Madrid che intimava all'UEFA di astenersi da qualsiasi azione ostativa della Superlega o punitiva dei suoi fondatori.

Si è quindi rivelata vincente la mossa di sbarramento preventivo fatta lo scorso 20 aprile – appoggiandosi sulla giurisdizione favorevole delle corti spagnole – dalla società che ha dato vita alla Superlega. Una mossa ulteriormente rafforzata dalla domanda posta successivamente dallo stesso tribunale di Madrid alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea ai fini di accertare l'eventuale abuso di posizione dominante dell'UEFA. Dunque nessuna esclusione – almeno per il momento – dalla prossima Champions League per Juventus, Real Madrid e Barcellona.

A questo punto c'è una probabilità altissima che la loro partecipazione non sia più in dubbio, ma non del tutto. Vi rimandiamo a questo altro articolo per le mosse che restano all'UEFA per cercare di portare comunque a compimento la propria ‘vendetta', come peraltro preannunciato ieri dalla stessa organizzazione di Ceferin: "L'UEFA rimane fiduciosa e adotterà tutte le misure necessarie in stretta conformità con il diritto nazionale e dell'UE affinché l'Organo di Appello UEFA sia in grado di riprendere il procedimento disciplinare il prima possibile".

Ma cosa avrebbe rischiato l'UEFA qualora avesse emanato sanzioni nei confronti di Juve, Real e Barcellona? In primis si sarebbe esposta all'azione risarcitoria sicuramente intrapresa dalle tre società escluse dalle coppe, con cifre in ballo di centinaia di milioni. Inoltre le figure di vertice della massima organizzazione calcistica europea avrebbero rischiato tantissimo anche sul piano penale, a cominciare dal presidente Alexander Ceferin fino ad arrivare ai giudici che avessero materialmente firmato la sentenza: il ‘New York Times' svela che si sarebbe potuto arrivare all'arresto.

Si capisce bene dunque come gli uffici legali a Nyon siano andati in fribrillazione dopo la notifica dell'ordinanza spagnola, suggerendo – se non imponendo – di riporre le armi in attesa di ridare battaglia in condizioni di accertata sicurezza. Che potrebbe anche non arrivare mai, nel caso l'Unione Europea prima ammetta come ricevibile e poi interpreti come autentica la questione pregiudiziale sulla libera concorrenza sottopostale: una sentenza di questo tipo avrebbe valore per tutti i tribunali nazionali europei, che sarebbero costretti ad uniformarsi, con effetti disastrosi per l'UEFA e la FIFA. Il calcio e lo sport – come li conosciamo oggi nel Vecchio Continente, col regime delle Federazioni – ne uscirebbe stravolto e sarebbe destinato a cambiare per sempre.