L'UEFA ha fermato oggi la sua macchina punitiva e adesso la Juventus si sente sicura di partecipare alla prossima Champions League. Dunque la mossa dello scorso 20 aprile della neonata Superlega, mossa che sembrava non aver sortito alcun effetto nei confronti dell'UEFA ai fini di stopparne la furia vendicativa, ha pagato invece dei dividendi molto pesanti a distanza di quasi due mesi. Era dunque il 20 aprile, la Superlega era nata alla mezzanotte di domenica 18 e sarebbe naufragata nella notte tra il 20 e il 21, con l'uscita prima dei 6 club inglesi e poi di Inter, Milan ed Atletico Madrid, lasciando le sole Juventus, Real Madrid e Barcellona a persistere nell'obiettivo di un "nuovo calcio", in cui spartirsi tutti gli incassi senza dividerli con l'UEFA.

Ebbene, quando già si era capito che sarebbe stata battaglia selvaggia per portare a compimento la ‘ribellione', la società costitutiva della nuova competizione, la European Super League Company S.L., aveva ottenuto quel 20 aprile da un giudice del Tribunale Commerciale N°17 di Madrid una ordinanza contenente una misura cautelare con cui i 12 club fondatori si erano voluti tutelare in via preventiva da eventuali – e quasi scontate – sanzioni dell'UEFA.

La diffida in questione era chiara sul tema: si ordinava "alla FIFA e alla UEFA di astenersi dall'adottare qualsiasi provvedimento o azione; di rilasciare qualunque dichiarazione o comunicazione che impedisca o ostacoli, direttamente o indirettamente, la predisposizione della Superlega". E ancora  si vietava "alla FIFA e alla UEFA, durante il procedimento, direttamente o indirettamente (tramite i loro membri associati, confederazioni, club licenziatari o leghe nazionali) di annunciare, minacciare, preparare, avviare e/o adottare qualsivoglia azione disciplinare o sanzionatoria (direttamente o indirettamente, incitando o promuovendo detti provvedimenti disciplinari o sanzionatori affinché siano annunciati, minacciati, preparati, avviati e/o adottati da terzi) verso società, dirigenti e persone delle società e/o calciatori che partecipino alla preparazione della Superlega".

Il tribunale di Madrid non si era peraltro fermato qua, ma aveva anche sottoposto alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea una domanda pregiudiziale – la cui risposta sarà vincolante per tutti i giudici dell'UE che si troveranno ad affrontare una questione analoga – ai fini di sapere se, secondo il diritto comunitario, UEFA e FIFA abusano di posizione dominante sul controllo dei diritti televisivi e sull'organizzazione delle competizioni.

Insomma, un massiccio fuoco di sbarramento nei confronti della prevista mano pesante di Ceferin e tuttavia l'UEFA era comunque andata avanti per la strada che portava alle sanzioni più dure, leggasi esclusione dalla Champions League, aprendo un procedimento disciplinare nei confronti di Juventus, Real Madrid e Barcellona, laddove gli altri 9 club ‘pentiti' erano stati solo colpiti con una multa prima di riaccoglierli come pecorelle smarrite nell'ovile delle istituzioni calcistiche. Oggi invece, dopo che nei giorni scorsi le parole di Ceferin erano state ancora durissime e foriere di punizioni pesanti per i 3 club in questione, ecco arrivare la comunicazione da parte dell'UEFA della "sospensione del procedimento fino a nuovo avviso".

Ma perché dopo non essersi minimamente preoccupata per due mesi, solo adesso l'UEFA si ferma? La risposta sta nella ulteriore nota con cui il massimo ente calcistico continentale ha chiarito chi ha preso la decisione di fermare il procedimento ed i motivi alla base della decisione. È successo che solo il 2 giugno le autorità svizzere hanno notificato agli uffici di Nyon quell'ordinanda emessa a Madrid il 20 aprile. A quel punto il rischio di dover pagare risarcimenti milionari in seguito a sanzioni emesse senza aver copertura giuridica per farlo, o peggio di esporsi a rischi sul piano penale, ha fatto sì che l'Organo d'Appello dell'UEFA abbia stoppato tutto.

"L'UEFA prende atto della decisione presa oggi dall'Organo di Appello UEFA indipendente di sospendere temporaneamente il procedimento disciplinare che era stato aperto contro Barcellona, ​​Juventus e Real Madrid per una potenziale violazione del quadro giuridico UEFA in relazione al cosiddetto progetto ‘Super League' – si legge nella nota, che poi va al punto –L'UEFA prende atto che la decisione di sospendere temporaneamente il procedimento è stata presa dall'Organo di Appello UEFA a seguito della notifica formale fatta all'UEFA dalle autorità competenti svizzere il 2 giugno 2021 di un'ingiunzione giudiziaria ex parte ottenuta il 20 aprile 2021 dalla persona giuridica European Super League Company SL dal Tribunale commerciale N° 17 di Madrid. La decisione dell'organo d'appello UEFA indipendente è stata presa fatta salva la questione dell'esecutività dell'ordinanza del tribunale in Svizzera. Facendo affidamento sull'ordinanza del tribunale, i tre club citati hanno cercato di proteggersi da potenziali conseguenze disciplinari legate a questo cosiddetto progetto di ‘Super League' ".

Chiarito il quadro giuridico che ha prodotto lo stop al procedimento, l'ente presieduto da Alexander Ceferin insiste tuttavia che andrà avanti per cercare di fare valere le proprie ragioni, ergo sanzionare in qualche modo Juventus, Real Madrid e Barcellona: "L'UEFA comprende il motivo per cui i procedimenti disciplinari dovevano essere sospesi per il momento, ma rimane fiduciosa e continuerà a difendere la propria posizione in tutte le giurisdizioni pertinenti. La legittimità dei procedimenti disciplinari sportivi, con il diritto di ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport, è stata a lungo riconosciuta come essenziale per l'amministrazione uniforme della giustizia nello sport. La Corte Europea dei Diritti dell'Uomo, i Tribunali dell'UE e il Tribunale Federale Svizzero hanno ripetutamente stabilito che le regole disciplinari/arbitrali sono giustificate da interessi legittimi legati alla natura specifica dello sport. L'UEFA, quindi, ha agito in conformità non solo con il proprio Statuto e Regolamento, ma anche con il diritto dell'UE, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo e il diritto svizzero nell'aprire un'indagine indipendente sulla condotta dei club associati a questa cosiddetto progetto di ‘Super League ‘. L'UEFA adotterà tutte le misure necessarie in stretta conformità con il diritto nazionale e dell'UE affinché l'Organo di Appello UEFA sia in grado di riprendere il procedimento disciplinare il prima possibile".

È in quel "prima possibile" che si gioca adesso il terzo tempo della partita: i tempi per l'esclusione di Juventus, Real Madrid e Barcellona sono strettissimi, visto che un eventuale provvedimento in tal senso deve arrivare entro il 2 agosto, giorno in cui si terrà il sorteggio della neonata Conference League. Per quella data dunque dovranno esserci gli elenchi definitivi dei partecipanti a tutte e tre le coppe europee.

Le opzioni adesso per l'UEFA adesso sono sostanzialmente tre: venire a più miti consigli e sedersi al tavolo coi ‘ribelli' per trovare un accordo, il che significherebbe sconfessare ogni singola parola detta o riga scritta finora, ipotesi che tuttavia il comunicato di cui sopra sembra escludere. Oppure impugnare in Spagna l'ordinanza del Tribunale di Madrid e sperare di vincere ‘in trasferta' per poter avere le mani libere: una strada che appre in salita. O ancora attendere che la Corte di Giustizia dell'Unione Europea si pronunci sulla domanda pregiudiziale posta dal Tribunale di Madrid sul tema della libera concorrenza, sperando di vedere riconosciute le proprie ragioni e dunque dare seguito ai procedimenti dei propri organi di giustizia sportiva.

In quest'ultimo caso la tempistica si annuncia comunque non breve (anche se ci sono rari precedenti di decisioni in tempi più ristretti, ma non sembra questo il caso), il che considerando quindi tutti i possibili scenari è una solida base per ritenere altamente probabile la partecipazione della Juventus alla prossima Champions League, con buona pace del Napoli che sperava di essere ripescato. Dal canto suo, il club bianconero, così come Real Madrid e Barcellona, non ha dubbi: nessuno può impedirgli di giocare la prossima edizione della Champions.