La positività di Matthijs de Ligt al Covid-19 è la terza nella rosa della Juventus nel giro di una decina di giorni. Prima Alex Sandro, poi Juan Cuadrado adesso il difensore olandese che mercoledì scorso è andato regolarmente in campo – come da protocollo – in occasione del big match di San Siro contro il Milan. Esiste un focolaio di coronavirus tra i bianconeri? Era la perplessità che aveva alimentato dubbi anche sulla possibilità che la squadra si recasse in trasferta: fu proprio l'Asl a spiegare che un eventuale, ulteriore contagio emerso dalla tornata di controlli immediatamente precedenti alla sfida di campionato avrebbe messo in discussione la partenza della squadra.

Non fu così, la Juventus – che attraverso le parole del tecnico, Pirlo, aveva già chiarito che si sarebbe attenuta strettamente al regolamento Uefa recepito anche in Italia – organizzò il viaggio verso Milano a prescindere. E la foto dei due bus bianconeri a San Siro postata dal presidente, Andrea Agnelli, è sembrata una risposta all'insegna del ‘noi rispettiamo i regolamenti' a margine della pubblicazione delle motivazioni sulla sentenza del Collegio di Garanzia del Coni sul match con il Napoli.

La positività al Covid di Matthis de Ligt, però, pone un'altra questione molto importante. Poiché riscontrata a breve distanza dai due compagni di squadra, e soprattutto dopo il match di San Siro, c'è il rischio che nella rosa della Juventus si sia acceso un ‘focolaio' di contagi? Roberto Testi, direttore del Dipartimento di Prevenzione della Asl Città di Torino, ha spiegato a Tuttsport: "Siamo stati subito informati dalla società. A quanto ci risulta, il giocatore sta bene e si trova ora in isolamento". Secondo il dirigente, il terzo caso di Covid riscontrato tra i bianconeri non deve preoccupare: "La situazione è sotto controllo e non c'è nessun focolaio".