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Caso plusvalenze, nuovo procedimento per l’acquisto di Mandragora: perquisita la sede dell’Udinese

Sotto la lente della Procura di Udine è finito il movimento di mercato tra il 2018 e il 2020 per Rolando Mandragora finito in Friuli per poi tornare a Torino per un valore considerato alto (il riscatto fu di 20 milioni di euro). A inizio novembre la sede dell’Udinese è stata sottoposta a perquisizione e sia la società sia i massimi dirigenti iscritti tra gli indagati.
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A cura di Alessio Pediglieri
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La Procura di Udine ha aperto un nuovo fascicolo nell'ambito dell'inchiesta per le plusvalenze relativamente all'acquisto di Rolando Mandragora trasferitosi dalla Juventus al club friulano nel 2018 per poi essere ripreso dalla Vecchia Signora nel 2020 creando plusvalenza.  Già all'epoca il movimento di calciomercato scatenò polemiche per un valore considerato eccessivo per un giocatore non certamente di prima fascia. Così adesso si sta cercando la verità con le perquisizioni avvenute a inizio mese nella sede dell'Udinese e l'ipotesi di falso in bilancio ed evasione fiscale.

L'operazione sotto analisi è quella di Rolando Mandragora passato nel 2018 dalla Juve all'Udinese con un "diritto" di riscatto che avrebbe invece nascosto un "obbligo", poi esercitato dalla Juve nell'estate 2020 per un valore complessivo da 20 milioni di euro. Considerato troppo alto, anche visti i movimenti sul centrocampista avvenuti negli anni successivi come quando venne prima girato al Torino e nel 2022 passò alla Fiorentina, per una spesa di poco superiore agli 8 milioni, decisamente inferiore a quanto la Juve lo pagò in Friuli.

Rolando Mandragora, oggi alla Fiorentina dove arrivò nel 2022 per 8 milioni di euro
Rolando Mandragora, oggi alla Fiorentina dove arrivò nel 2022 per 8 milioni di euro

Dunque, gli inquirenti della Procura di Udine hanno deciso di volerci vedere più chiaro e lo scorso 3 novembre hanno perquisito la sede del club friulano per recuperare carte ed elementi utili per fare luce su questo nuovo filone di inchiesta. L'ipotesi contestata è quella di falso in  bilancio ma anche di frode fiscale, perché da una prima analisi delle carte a disposizione sembrerebbe che nella dichiarazione presentata dall'Udinese nel marzo 2020, avesse indicato come detrazione delle quote di ammortamento relative all'operazione Mandragora, di poco superiori ai 6 milioni di euro.

Davanti alla raccolta di questo nuovo materiale, e considerando che quegli elementi passivi inseriti nella dichiarazione sarebbero da considerare fittizi, la procura sta verificando se ci sia stata una reale evasione d’imposta (calcolabile attorno ai 2 milioni di euro). Per questi motivi ha deciso intanto di notificare al presidente dell’Udinese Franco Soldati e al vicepresidente Stefano Campoccia, l'iscrizione nel registro degli indagati. Il pm Lucia Terzariol ha effettuato la medesima notifica anche per la società friulana.

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