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Calciatore licenziato e squalificato per un’esultanza dopo il gol: era un messaggio politico

Il calciatore congolese Héritier Luvumbu è stato cacciato con effetto immediato dal suo club e inibito per sei mesi dalla Federcalcio del Ruanda per un’esultanza controversa fatta per festeggiare un gol: il messaggio politico dietro il gesto del giocatore non è piaciuto.
A cura di Michele Mazzeo
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Costa carissimo l'esultanza dopo il gol su punizione al centrocampista del Rayon Sport Héritier Luvumbu che subito dopo la partita contro il Police è stato licenziato in tronco dal suo club e, come se non bastasse, inibito da qualsiasi attività sportiva per sei mesi dalla Federcalcio del Ruanda. Quello del 31enne congolese è diventato subito un caso nazionale dato che dietro la sua esultanza si celava un messaggio politico.

Dopo aver segnato la rete del momentaneo 1-0 infatti Héritier Luvumbu ha festeggiato mettendosi una mano sulla bocca e un dito sulla tempia, cioè lo stesso gesto fatto più volte dai giocatori della nazionale della Repubblica Democratica del Congo nella recentissima edizione della Coppa d'Africa. Un gesto che dal forte connotato politico dato che si tratta di una denuncia contro le violenze e le atrocità che attualmente dilaniano la zona orientale del Congo dove dal 2004 è in corso una guerra intestina tra l'esercito governativo e i ribelli dell'M23 appoggiati da Uganda e Ruanda (Paese nel quale attualmente gioca il centrocampista classe '92).

Un gesto di protesta e denuncia che è però costato carissimo a Héritier Luvumbu dato che il Rayon Sports, che non vuole in alcun modo commistioni di alcun tipo tra sport e politica, ha risolto con effetto immediato il contratto che lo legava al calciatore che di fatto si è trovato disoccupato dopo aver segnato un gol molto importante per la classifica della sua squadra (che con la vittoria contro il Police è salita al secondo posto a sei lunghezze dalla capolista APR di Kigali). Ma non solo. Il calciatore infatti a causa della sua esultanza, almeno per i prossimi sei mesi, non potrà trovare un'altra squadra in Ruanda e negli altri Paesi che aderiscono alla CAF (la Federcalcio africana) dato che la Federazione ruandese gli ha comminato una squalifica di sei mesi estesa a qualsiasi tipo di attività sportive a livello agonistico.

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