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Caso Juve, le news su plusvalenze e stipendi

Beppe Marotta aveva capito cosa stava per succedere nella Juventus (ed è stato allontanato)

C’è stato chi alla Juventus ha capito che si stava prendendo una strada diversa in termini di visione e nelle strategie finanziarie, ovvero Beppe Marotta. Oggi dopo il terremoto con le dimissioni del CdA, e i possibili sviluppi dell’inchiesta Prisma, quella scelta torna attuale.
A cura di Marco Beltrami
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L'attenzione mediatica per i Mondiali in Qatar è passata in secondo piano in Italia, dopo il terremoto in casa Juventus. Le dimissioni dell'intero consiglio d'amministrazione e in primis del presidente Agnelli, hanno dato il la ad una rivoluzione, con la proprietà costretta a correre ai ripari con l'incarico di direttore generale affidato a Maurizio Scanavino e Gianluca Ferrero, presidente indicato da Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla il club.

Uno scossone insomma che ha fatto vacillare la Vecchia Signora, figlio anche degli sviluppi dell'inchiesta Prisma della Procura di Torino in merito alla questione delle presunte plusvalenze fittizie e degli stipendi ufficialmente non versati ai calciatori, ma promessi secondo l'accusa attraverso accordi privati (spicca quello relativo alla "Carta Ronaldo" per cui ora il portoghese tra l'altro batte cassa). In attesa di capire come andrà a finire questa vicenda, se e come sarà punita la Juventus, anche magari dalla giustizia sportiva, l'unica certezza è che si apre una nuova era per la società piemontese.

Alla finestra come tutti gli addetti ai lavori c'è anche chi ha contribuito in maniera importante ai successi ottenuti in campo e anche a livello economico dalla Juventus, prima che iniziassero i veri e propri guai. Stiamo parlando di Beppe Marotta, attuale amministratore delegato dell'Inter, e tra i protagonisti dell'ultimo storico ciclo vincente della Juventus.

Marotta e Agnelli, nei primi anni alla Juventus
Marotta e Agnelli, nei primi anni alla Juventus

Approdato a Torino nel 2010 nelle vesti di direttore generale e poi diventato amministratore delegato, il classe 1957 varesino si è reso protagonista di una serie di operazioni di mercato importanti che hanno permesso alla Juventus di tornare vincente dopo l'incubo Calciopoli. Sette Scudetti consecutivi (4 double titolo-Italia), due finali di Champions) e un dominio prima con Conte e poi con Allegri. Dai colpi a zero, come Pogba, a quelli a sensazione a Higuain per un dirigente, capace di abbinare lungimiranza a concretezza.

Dai risultati sportivi a quelli economici, per un club cresciuto in maniera esponenziale. Il risultato netto d’esercizio infatti nella stagione 2016-2017 per il club ha fatto registrare un prezioso +43 milioni. Ultimo dato positivo prima di un vero e proprio tracollo continuo, coinciso proprio con l'addio di Marotta, avvenuto nel 2018, con un annuncio a sorpresa. "Le nostre strade si separano" dichiarò all'epoca il dirigente, che parlò poi di "addio voluto dalla società" spiegando poi "Io mi adeguo a quelle che sono le idee della società e le loro direttive, per amore sia delle persone che della stessa Juve".

Nessun rimpianto dunque, e consapevolezza di aver dato il massimo per Marotta, che smentì perentoriamente le voci relative ad un possibile incarico in FIGC, approdando poi clamorosamente ai rivali dell'Inter. Ma quali furono i motivi della rottura? Cosa successe realmente? All'epoca si parlò di divergenza di posizioni con il resto della dirigenza, il suo ex braccio destro Paratici in primis e il patron Agnelli, sull'operazione Cristiano Ronaldo. Un affare che a quanto pare non convinceva del tutto Marotta, non ovviamente per le indiscutibili doti tecniche del calciatore, e per gli effetti dello stesso sull'immediato ma per i possibili contraccolpi economici che avrebbe generato sul club nelle stagioni successive.

Marotta durante la sua avventura all'Inter
Marotta durante la sua avventura all'Inter

Indiscrezioni poi costantemente smentite dal diretto interessato che alla Rai dichiarò: "È davvero una leggenda che io mi sia opposto e che abbia avuto dei contrasti per quella operazione. I giudizi vanno fatti a 360 gradi, è giusto che ci sia una contrapposizione di opinioni". 

Fatto sta che a prescindere dalla questione Ronaldo (rivelatasi poi comunque un'operazione onerosissima per i conti della Juventus e appesantita anche dalla situazione generata dalla pandemia), l'addio di Marotta ha formalizzato un cambio netto di gestione per un club che ha intrapreso una strada ulteriormente pioneristica e azzardata in molte scelte. È stato lui uno dei primi a capire che a Torino qualcosa stava cambiando in termini di visione e di conseguenza nelle strategie finanziarie. Una situazione che ha poi portato alla separazione.

E quanto accaduto nelle ultime stagioni confermano che dopo la sua partenza, qualcosa alla Juventus è effettivamente cambiato e i conti non sono più tornati. Non di certo una coincidenza.

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