video suggerito
video suggerito
Mondiali di calcio 2026

Antonio Di Gennaro: “Gattuso CT dell’Italia è uno scherzo del destino. Spalletti l’hanno fatto fuori”

Antonio Di Gennaro, ex calciatore, da anni apprezzato talent della TV ha parlato a Fanpage.it dei mali del calcio italiano e della Nazionale che si appresta a disputare i playoff dei Mondiali 2026, ricordando anche il trionfo degli Europei 2021.
A cura di Alessio Morra
0 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Antonio Di Gennaro è un profondo conoscitore del mondo del calcio. Lo ha vissuto prima da giocatore, disputò i Mondiali del 1986 e vinse lo Scudetto con il Verona, poi è stato allenatore e agli albori del nuovo millennio ha realizzato la prima telecronaca, la prima di un'infinita serie che lo ha portato a essere uno dei più apprezzati talent della TV. Ha seguito da vicino anche la Nazionale, commentando sia i vittoriosi Europei del 2021 che il playoff dei Mondiali 2022, devastanti per l’Italia che venne eliminata dalla Macedonia del Nord. Di Gennaro a Fanpage.it ha parlato dei problemi del calcio italiano, proponendo delle soluzioni che potrebbero ridare linfa a tutto il sistema, infine ha detto la sua anche dei playoff dei Mondiali 2026 dicendosi sicuro che, questa volta, l’Italia giocherà la Coppa del Mondo, grazie a Gattuso.

Secondo te perché il calcio italiano da diversi anni è in calo?
Noi siamo in difficoltà, è vero, e siamo in calo tra i cinque principali campionati. Di sicuro, da noi si lavora molto sul fisico, inoltre abbiamo difficoltà nel trovare giocatori che saltano l'uomo. Questo vale in particolar modo per gli italiani. Il punto principale è che oggi anche nei settori giovanili si lavora molto sulla tattica. Il nostro calcio non può migliorare se non si decide concretamente di cambiare. Anche se comunque è giusto ricordare che l’Inter ha fatto due finali di Champions, l’Atalanta ha vinto una Europa League e la Roma una Conference.

Cosa si dovrebbe fare per migliorare il calcio italiano a tuo avviso?
Nel nostro campionato si parla molto di più degli arbitri, questo pure perché negli ultimi tre mesi mesi c’è stata po' di confusione. In linea generale servirebbe sedersi, parlare concretamente, sfruttare la competenza di persone compoetenti ed effettuare una serie di riforme. In primis bisognerebbe ridurre il numero degli stranieri, sono quasi il 70 per cento. Ed andrebbe fatta una analisi molto approfondita, ma credo che un'analisi di questo tipo non la faremo mai.

In effetti il numero degli stranieri in Serie A è davvero elevato.
Posso darti un dato incredibile? In Eccellenza, la quinta categoria italiana, l’80 percento degli attaccanti è straniero. Non ho nulla contro gli stranieri, anzi, lo ripeto, l'ho detto spesso, se arrivano calciatori come Modric e De Bruyne è un bene per tutto il calcio italiano. Modric sta facendo cose eccezionali con il Milan, mi hanno detto che anche durante gli allenamenti è straordinario. E vedrai che De Bruyne se resta, spero di sì, sarà ancora più forte in futuro con il Napoli.

Luka Modric è alla prima stagione in Serie A con il Milan.
Luka Modric è alla prima stagione in Serie A con il Milan.

Quindi in conclusione la soluzione è meno stranieri per la Serie A?
Il punto non è lo straniero in sé. Quest’anno sono arrivati De Bruyne e Modric. C’è chi commentava dicendo che fossero troppo ‘anziani’, sottolineando la loro età. Ma menomale che sono arrivati. Un giocatore giovane che si allena e vive con questi fenomeni può solo imparare e crescere. I grandi campioni hanno tutti una grande umiltà, i ragazzi devono capire anche come ci si comporta, come è capitato pure a me da giovane. Ricorda che si impara soprattutto negli allenamenti. Quello che si vede la domenica è un complemento finale della settimana, ma è negli allenamenti che si migliora, è lì che si impara.

Ci puoi spiegare perché gli allenamenti sono così importanti?
Se non fai bene nell'allenamento non puoi andare bene giocando la partita. Una cosa importante, te lo dico, riguarda i calciatori che devono divertirsi anche in allenamento. Se non ti diverti allora è dura. La Nazionale che ha vinto gli Europei si divertiva. Spalletti l'hanno fatto fuori i calciatori in Nazionale. Perché Spalletti è assolutamente un grande allenatore, ma deve saper gestire il suo ego e deve saper gestire i giocatori.

Ti riferisci a quanto accaduto con Spalletti con l'Italia?
Spalletti l'hanno fatto proprio fuori, eh. Te lo metto qui per iscritto, c'ero io in Germania (a Euro 2024 ndr.). Lui se la va a cercare un po'. Spallettone è un grande allenatore, vuole fare il simpatico, con queste battute, ma non sempre viene capito dai suoi giocatori. Io lo conosco da sempre, ci ho giocato insieme nei ragazzini della Fiorentina. Sul campo è il numero uno, fuori a livello comunicativo meno. Poi alla Juventus sta facendo una lavoro straordinario. Se vedi la rosa della Juventus e valuti i calciatori quanti pensi siano da Juve? Pochi, per me Yildiz e Bremer.

Luciano Spalletti è stato per quasi due anni l’allenatore della Nazionale.
Luciano Spalletti è stato per quasi due anni l’allenatore della Nazionale.

Perché si punta così tanto sui calciatori stranieri?
Molti investono sugli stranieri prima di tutto per un fattore fisico. Secondo perché a volte si dice che abbiano più fame dei nostri. Ma se questo accade è perché pure noi dovremmo lavorare meglio sui nostri giovani e sui settori giovanili. Sono più di vent'anni che sento dire le stesse cose, ma non si fa niente.

Non vale per tutti però, perché c'è chi investe sui giovani.
Ci sono delle società virtuose che lavorano e investono sia sulle strutture che sulle competenza, anche a livello di allenatori. Ma c’è un altro punto però. Come si comportano gli allenatori che lavorano nel settore giovanile? Lavorano per la società, cioè fanno gli aziendalisti oppure cercano di lavorare con i loro principi? Poi bisogna capire cosa fare. C'è chi vuole vincere lavorando sui propri principi e chi vuole valorizzare il prodotto per la società. In generale serve anche il coraggio di farli giocare, per farlo magari si potrebbe mettere un limite agli stranieri inserendo l’obbligo di mettere nella lista della prima squadra due o tre giovani della Primavera.

Il 3-5-2 è un problema ulteriore?
Quasi tutti in Italia applicano questo modulo. In Serie A chi è che gioca con la difesa a u quattro? La Lazio, il Sassuolo, il Bologna, all'inizio il Napoli, che ovviamente poi tra infortuni vari ha dovuto poi cambiare modulo con Conte, giustamente, da tecnico preparato si è spostato a tre. Ma è così anche in Serie B, a parte il Frosinone tutti giocano a tre. Ma questo non vuol dire niente. Perché se giochi a tre come come fa Gasperini o Conte o come l’Inter allora ci sta, ma con altre tipo di impostazioni si fa difficile.

Gasperini ha nella difesa a 3 il suo marchio di fabbrica.
Gasperini ha nella difesa a 3 il suo marchio di fabbrica.

La stretta conseguenza di tutto questo discorso è che la Nazionale si trova a dover disputare ancora una volta i playoff per i Mondiali.
Da noi funziona che si vince un Europeo ed è tutto a posto, ma non è così. I problemi c'erano prima e sono rimasti dopo. Ora ci auguriamo di andare al Mondiale. Tempo fa lessi del dossier che aveva proposto Baggio era lunghissimo, mi pare di mille pagine. Spiegava come bisogna lavorare nei settori giovanili, come sviluppare il talento, come preservarlo. Come è finita? È stato preso è messo da parte. Magari con 18 squadre in Serie A si potrebbe lavorare meglio.

Adesso tocca alla Nazionale. Questa volta l’Italia riuscirà a superare i playoff?
Ce lo auguriamo tutti. Gattuso ha una grande occasione, ancora più grande se si pensa che doveva essere uno tra Pioli e Ranieri il CT, ma poi per motivi legati ai loro precedenti accordi con Fiorentina e Roma hanno dovuto declinare ed è arrivato Gattuso, che sapevo dovesse andare all’Under 21. Ed è per questo che siccome il destino a volte fa questi scherzi belli ci sta che Gattuso porti al Mondiale l’Italia, sono sicuro.

In quelli di quattro anni fa tu eri in telecronaca, cosa successe con la Macedonia del Nord?
Io quella partita non la conto. Noi siamo usciti con la Macedonia, sì, certo. Ma in realtà noi siamo usciti prima, non siamo andati in Qatar per i due rigori sbagliati con la Svizzera. Questo senza voler gettare la croce addosso a Jorginho. Però, i due rigori con la Svizzera, penso soprattutto a quello sbagliato a Roma all'89’, sono stati una mazzata. Quella squadra con la Macedonia non era riuscita ad assorbire quella batosta. Poi certo, c’è stata una prestazione non buona contro la Macedonia, ma noi è come fossimo usciti con la Svizzera. Mancini dopo quell’Europeo ambiva e meritava anche i Mondiali da CT.

L’Italia che celebra il trionfo degli Europei del 2020, dopo il successo sull’Inghilterra.
L’Italia che celebra il trionfo degli Europei del 2020, dopo il successo sull’Inghilterra.

Hai avuto la possibilità di commentare invece gli Europei vinti nel 2021, quella era tutta un’altra squadra.
È stata una bella avventura, con due partite vinte ai rigori, due partite emozionanti. Con le vittorie su Belgio, Spagna e Inghilterra. Lì si era creato un gruppo forte già dall'inizio. Ricordo che c'erano i presupposti giusti anche prima del ritiro, quando c'erano i giocatori in Sardegna con le mogli, tutti loro non vedevano l'ora di stare insieme, si divertivano negli allenamenti andavano a duemila. Ricordo che c'era una un gruppo forte, poi c'era Gianluca Viali che ovviamente ha dato il suo contributo.

In tanti dissero che l'Italia aveva avuto fortuna. C'è stato chi ha detto che il VAR ci ha ‘aiutato' con l'Austria  capito, ma se c'è il VAR ci sarà un motivo. Con il Belgio abbiamo vinto alla grande, in finale abbiamo giocato il secondo tempo oltre la metà campo, palleggiando in faccia agli inglesi, come piace a tutti questi nuovi strateghi del calcio.

Va detto che la fortuna è una componente del gioco.
Si relega sempre tutto alla fortuna. Ma di cosa parliamo? Anche noi quando abbiamo lo Scudetto nel 1985 (con il Verona ndr.) abbiamo avuto tre o quattro partite in cui ci è andata bene, ma ci sta. Ricordo anche l'Inter di Mourinho con il Barcellona, che si difese a oltranza e andò in finale di Champions. Bisogna avere anche la capacità di leggere le partite, difendersi e abbassarsi non è un peccato. Bisogna anche capirle certe situazioni. Oggi poi non si difende più. Se vai a vedere in area di rigore non si difende più. I difensori di oggi guardano il pallone e non l'uomo. Vai a parlare con Vierchowod o Collavati, che ti stavano attaccati alle caviglie e capirai bene la differenza.

Da tanti anni commenti il calcio in TV e viene apprezzato per il tuo stile, pacato, elegante, ma non privo di critiche.
Bisogna avere il linguaggio giusto. Si può criticare usando sempre le parole corrette. Io sono stato calciatore e quando sentivo dire inguardabile mi arrabbiavo. Perché è davvero brutto sentir dire una parola così netta per descrivere una giocata o una prestazione, o sentire degli aggettivi non consoni. Si possono dire tante cose rimanendo nella correttezza, ti ripeto, usando le parole giuste.

L’Italia che celebra il trionfo degli Europei del 2020, dopo il successo sull’Inghilterra.
L’Italia che celebra il trionfo degli Europei del 2020, dopo il successo sull’Inghilterra.

Da commentatore ti prepari a vivere il tuo quinto Mondiale consecutivo, quanto è difficile prepararsi per una telecronaca?
Sì, adesso lo farò con DAZN, dopo averne fatti due con Sky, e uno con Mediaset e Rai, questi ultimi commentando la finale. Speriamo ci vada l'Italia. Bisogna prepararsi, capire il gioco, conoscere la tattica. Poi bisogna trovare la corretta sinergia con il telecronista. Infine una componente fondamentale è anche l'enfasi della partita. La semifinale degli Europei con la Spagna è stata trascinante. Ma è stato così anche nella finale Argentina-Francia del 2022, una partita bellissima, con Kolo Muani che si è divorato il gol vittoria alla fine.

Perché sei stato per pochissimo tempo allenatore?
Sì, questo è un mio rimpianto, l'avrei fatto più volentieri, però si vede che doveva andare così. Anche perché ho fatto il secondo di Terim sia alla Fiorentina che al Milan dove ci mandarono via per motivi diciamo non sportivi. Venimmo esonerati per una questione di rapporti che lui non aveva con Galliani, ci mandarono via quando eravamo quarti o quinti, il quarto posto era il nostro obiettivo. Avevamo superato due turni in Coppa UEFA e un derby vinto. Inoltre c'era un discorso anche di calciatori.

Io avevo un anno e mezzo di contratto ancora col Milan. Lui tornò in Turchia ad allenare il Galatasaray, io rimasi con Andrea Pazzagli, che era allenatore dei portieri e volevo iniziare a allenare, magari anche con una squadra di Serie C, ero d'accordo con Ariedo Braida, però avevo un contratto importante con il Milan, quindi trovare una squadra non era difficile. Finì così per iniziare con con Stream, pensa che la prima telecronaca l'ho fatta proprio con Pierluigi Pardo per gioco. Mi piacque, da lì sono partito e continuo ancora oggi.

0 CONDIVISIONI
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views