Atalanta, Parma e Fiorentina sono le tre avversarie che il calendario di Serie A mette sulla strada della Juventus. Tre match tutti d'un fiato fino alla sosta. Tre match per guadagnare terreno in classifica e non perdere contatto dalla vetta. Tre match, di cui il primo mercoledì sera, che diranno molto sulla condizione dei bianconeri. La vittoria in Champions a Barcellona ha dato fiducia, sgombrato il campo dai nuvoloni grigi, restituito al campionato una squadra che – trascinata da Ronaldo – resta in piena corsa per il titolo. Il decimo consecutivo: vincerlo dopo aver cambiato allenatore significherebbe mettere la ciliegina sulla torta a un periodo di dominio assoluto.

Pirlo contiene la pressione con molto realismo. Finora il trend di rendimento e i risultati hanno visto la sua squadra balbettare, procedere a strappi. Cosa non va ancora è lo stesso allenatore a dirlo nella conferenza stampa alla vigilia dell'incontro di Bergamo contro la ‘dea'.

La cosa positiva è che la squadra è cresciuta in determinazione e nella ricerca del risultato mostrando in campo un atteggiamento più aggressivo, provando a recuperare palla in maniera veloce – ha ammesso Pirlo -. Dobbiamo migliorare sull’aspetto tecnico, commettiamo ancora troppi errori nel corso della partita. Chiedo concentrazione, che a volte durante un match. E quando caliamo rischiamo di complicare le partite.

Milan capolista, l'Inter insegue poi ci sono Napoli e Juventus a ridosso. Il quadro delle prime quattro potrebbe consolidarsi e staccarsi dalle inseguitrici oppure subire cambiamenti in quest'ultimo scorcio di 2020. Una cosa è certa: a differenza delle scorse stagioni, c'è maggiore equilibrio nelle posizioni di vertice. Non c'è più una squadra favorita rispetto alle altre per la conquista dello scudetto.

Stiamo vivendo un campionato molto strano – ha aggiunto Pirlo -. Tra la situazione Covid e tante partite ravvicinate c'è maggiore equilibrio e non esistono più squadre materasso. Tutte vanno in campo a proporre il loro gioco e non solo a difendersi. Ecco perché dico che da parte nostra deve esserci la stessa intensità, la stessa concentrazione per 95 minuti. Altrimenti rischiamo brutte sorprese.