Acerbi al governo: “Perché dal 4 maggio si potrà correre nei parchi ma non nei centri sportivi?”

La Lazio è la società che vuole con più forza riprendere il campionato. Le ultime giornate sono state roventi. La ripresa sembrava più vicina e invece tutto sembra essersi arenato, le paure sono tante e gli scettici in questo momento tornano vincenti con il campionato che potrebbe essere sospeso in modo definitivo. Il club biancoceleste nelle ultime ore sta facendo sentire la sua voce e dopo il d.s. Tare e il ‘senatore’ Marco Parolo, ha parlato anche Francesco Acerbi, uno dei leader dello spogliatoio che ha contestato in particolare una decisione del Governo.
Acerbi, perché ci può correre al parco e non in un campo di calcio
Con il DPCM del 26 aprile è stato stabilito che gli allenamenti collettivi possono riprendere solo il 18 maggio, il 4 invece possono già mettersi al lavoro quelli che praticano sport individuali. Questa decisione non piace nemmeno ad Acerbi che, nello specifico, contesta anche un’altra scelta. Perché sempre dal governo è stato stabilito che i runner possono tornare a fare jogging nei parchi già il 4 maggio:
Non è per creare polemica, è perché vorremmo capire perché correre nei parchi va bene e nei campi no. Se ci danno una motivazione adeguata, la accettiamo, ma il Governo non ci ha neanche risposto. La vorremmo. Non stiamo dicendo di fare le partitelle, ma solo di correre sul verde dei campi.
Un calciatore può correre al Parco dal 4 maggio, ma non al centro tecnico
Questa scelta governativa è stata molto contestata, non solo da Acerbi. Perché così in linea puramente teorica un calciatore potrebbe avere la possibilità di correre liberamente da lunedì 4 maggio in un parco, Immobile potrebbe a Villa Borghese, a Roma, fare decine di chilometri e ritrovare pian piano la condizione, ma non può farlo in un campo di calcio né nel centro tecnico della sua squadra. E questo naturalmente vale per tutti, non solo per i giocatori della Lazio. Difficilmente cambierà qualcosa da qui alla prossima settimana, ma il calcio attende delle risposte anche dal governo e spera di riuscire a chiudere la stagione.