Negli Stati Uniti c'è un clima pesante sotto diversi punti di vista. Oltre alla spietata campagna elettorale per le presidenziali, gli USA sono alle prese con l'emergenza Coronavirus e con le manifestazioni del movimento Black Lives Matter dopo la morte di George Floyd e Breonna Taylor. Anche i giocatori NBA hanno reso pubbliche le loro posizione sul tema delle diseguaglianze e di giustizia sociale. Da quando la stagione è ripresa la scorsa settimana nella "bolla di Orlanso", quasi tutti i giocatori delle franchigie presenti si sono inginocchiato durante l'inno nazionale, indossando magliette "Black Lives Matter", ma queste manifestazioni non sono piaciute al presidente Donald Trump, che in un'intervista rilasciata a Fox Wednesday ha affermato che questo tipo di comportamento "non è accettabile", aggiungendo di essersi battuto durante la pandemia affinché lo sport riprendesse e e che se questa è la loro risposta allora "ho zero interesse verso questo sport”.

Proprio in merito alle parole del presidente Trump è stato interpellato Lebron James durante una conferenza stampa al giocatore dei Los Angeles Lakers: "Non credo che alla comunità dei tifosi NBA interessi qualcosa se Trump non guarderà le nostre partite. Penso di poter parlare a nome di tutti quelli che amano questo gioco: non ce ne può fregare di meno, il basket NBA andrà avanti anche senza di lui".

La stella dei Lakers non teme che la disaffezione del presidente per la NBA possa presentare un problema e ha continuato affermando: "Non dirò altro perché altrimenti so dove andremo a parare. Credo che oggi il basket sia in una buona situazione, abbiamo tifosi in tutto il mondo, e loro capiscono non solo tutto il nostro amore per il gioco, ma rispettano anche il modo in cui stiamo cercando di affrontare temi complessi e distinguere cosa è giusto e cosa no. Spero che tutti gli americani, bianchi e neri, possano rendersi conto di chi guida la Casa Bianca oggi, e che novembre è qui, arriva presto".

Quella di Lebron non è una posizione isolata, visto che alle parole del presidente USA contro le manifestazioni degli atleti durante l’inno americano hanno replicato sia J.J. Redick dei New Orleans Pelicans e nelle ultime ore anche Doc Rivers, capo allenatore dei Clippers: "Trump non ci guarda? Beh, allora ne abbiamo perso uno, davvero non importa. Stiamo parlando di uno che vorrebbe evitare di farci fare quello che leggete qui sul mio cappellino oggi (‘Vote’, ndr), una cosa terrificante".