28 Maggio 2021
11:59

Eurolega, tempo di Final Four. Olimpia Milano pronta fare la storia contro Barcellona

Tutto pronto per quella che si preannuncia come la più importante sfida dell’era Giorgio Armani in quel di Milano. Da coach Ettore Messina al Chacho Rodriguez, passando per i muscoli di Kyle Hines e i canestri di Shields: per battere la corazzata Barcellona servirà la gara perfetta da parte di tutto il roster dell’Olimpia Milano, con l’obiettivo di andare in finale e alzare la coppa dopo 29 anni.
A cura di Luca Mazzella
Ettore Messina (Twitter – Olimpia Milano)
Ettore Messina (Twitter – Olimpia Milano)

Tutto pronto, si gioca per la grande Coppa. Stasera, a partire dalle 21:00 (diretta su Eurosport Player e Discovery Plus), alla Lanxess di Colonia, l'Olimpia Milano di Ettore Messina affronta la corazzata Barcellona in quella che è la più importante partita nella storia recente della squadra, certamente la più importante dell'era Giorgio Armani. Milano mancava all'appuntamento più atteso del basket europeo dal 1992 (allora chiuse al terzo posto) e l'ultimo trionfo risale addirittura alla stagione 1987-88, 29 anni fa.

La sfida, che sarà preceduta dalla prima semifinale (ore 18:00) tra i campioni in carica (del 2019, lo scorso anno la stagione non si è conclusa) del CSKA Mosca e l'Efes di Istanbul, potrebbe alimentare il sogno di rivedere finalmente una squadra italiana sul tetto d'Europa, dopo la vittoria della Virtus Bologna nel 2000-01. Allora, sulla panchina della V, sedeva proprio coach Messina, richiamato in Italia dal patron Armani proprio per portare l'Olimpia sul gradino più alto della più prestigiosa competizione continentale. La finale è prevista per domenica alle 20:30 e sarà preceduta come ogni anno dalla finalina per il terzo posto.

I precedenti tra Olimpia Milano e Barcellona

Le due squadre si sono già affrontate due volte in stagione regolare, con i successi degli spagnoli per 72-56 (minimo di punti in stagione per Milano) al Forum nella più recente sfida di marzo, e per 87-71 al Palau Blaugrana l'11 dicembre scorso, dopo una partita entusiasmante per tre quarti e vinta solo con uno strappo devastante (parziale di 21-0) negli ultimi 10 minuti di gara. In entrambi i casi però il gap tra i due roster è sembrato notevole e l'assetto difensivo degli uomini di Sarunas Jasikevicius, coach al primo anno sulla panchina degli spagnoli dopo le belle pagine di sport scritte con il suo Zalgiris Kaunas condotto fino alle Final Four, ha avuto la meglio dimostrando di non essere certo per caso la miglior squadra del torneo, dati alla mano, per punti subiti (73.1). Eppure, gli scricchiolii palesati nella serie contro lo Zenit, vinta in gara 5 esattamente come Milano ha fatto col Bayern, lascia un margine seppur minimo per sperare nell'impresa.

Dal canto suo l'Olimpia delle ultime settimane, in tutte e due le metà campo, sembra aver compiuto un ulteriore passo in avanti e si avvicina alla palla a due con la maturità e la consapevolezza di potersi giocare le sue carte in gara secca dopo una stagione entusiasmante su tutti i fronti, aperta con la Supercoppa Italiana, proseguita con la vittoria delle Final 8 di Coppa Italia, e attualmente a una vittoria dalla finale scudetto dopo le prime 2 gare casalinghe vinte contro la Reyer Venezia. Un "triplete" italiano che potrebbe diventare Grande Slam se stasera Milano riuscirà ad arginare la straripante fisicità della batteria di ali-lunghi del Barca (Nikola Mirotic-Pau Gasol-Brandon Davies-Cory Higgins) chiudendo il pitturato, trovando al contempo una delle serate di maggiore ispirazione del terzo di esterni a stelle e strisce Delaney-Punter-Shields, protagonisti alternati di tutte le vittorie più prestigiose in campo europeo. Con loro, Sergio Rodriguez (settima Final Four per lui) e Kyle Hines (4 volte vincitore della Coppa e alla nona Final Four di fila), campioni in carica con la maglia del CSKA, saranno chiamati a mostrare tutta l'esperienza e la leadership che ha convinto Messina a puntare su due veterani di questo calibro. Ai quai si aggiunge tutta la leadership di Gigi Datome, che ha ritrovato la forma migliore proprio nel finale di stagione e darà il suo apporto in uscita dalla panchina. Infine, ovviamente, fari puntati su Zach LeDay, l'MVP "morale" del campionato (Stefano Tonut sembra il grande favorito al premio) e uomo potenzialmente decisivo dei biancorossi.

Le due squadre sono, soprattutto nelle rispettive metà campo, due macchine praticamente perfette, motivo per il quale c'è da attendersi una partita a punteggio relativamente basso, salvo che Milano riesca a trovare con facilità il canestro costringendo il playmaker e cervello del Barca, Nick Calathes, ad alzare il ritmo. Più sotto controllo riusciranno ad essere i blaugrana, maggiore sarà la loro enorme capacità di cambiare, ruotare, posizionarsi perfettamente in una difesa che sembra muoversi in maniera sincronizzata. Per Milano quindi correre, sfruttare la transizione e trovare con continuità il fondo della retina da un lato e negare ricezioni facili sotto canestro e aiutarsi a rimbalzo dall'altro le chiavi per avere una chance, saranno le chiavi di una sfida sulla carta proibitiva.

I capitani delle magnifiche 4, attorno alla coppa (Foto Euroleague)
I capitani delle magnifiche 4, attorno alla coppa (Foto Euroleague)

Le altre rivali in Final Four: c'è anche il nostro Daniel Hackett

L'impresa chiesta all'Olimpia non si fermerebbe però ai 40 minuti col Barcellona. Nel caso in cui Rodriguez e compagni dovessero riuscire ad abbattere la resistenza del Barca, certamente ostacolo più duro che potesse trovarsi sul percorso di Milano, l'altra semifinale farà emergere comunque l'ennesima corazzata tra un CSKA alla nona apparizione di fila alle Final Four (17 in totale nelle ultime 18 edizioni) e l'Efes Istanbul dell'MVP di regular season Vasilije Micic, in una rivincita dell'ultima finale di Eurolega disputata, quella del 2019, prima della pandemia. Tra le fila dei russi anche un italiano, Daniel Hackett, ex playmaker della Nazionale: dalle sue giocate passano tante delle fortune CSKA.

"Mi sto godendo ogni istante, a prescindere da come finirà. Per me la cosa più importante è che il club resti competitivo nel futuro, perché non avrebbe senso giocare i playoff un anno e poi scomparire per le dieci stagioni successive. Cosa faremo il prossimo anno, e quello dopo, e quello dopo ancora, sarà molto importante. Se arrivi ai Playoffs sempre, alle Final Four 2-3-4 volte, capiterà di vincere. Non c'è fretta, non ha alcun senso"

Come Messina ci ha tenuto a ribadire in conferenza stampa, la crescita definitiva e finale del progetto tecnico Olimpia intrapreso nelle vesti di allenatore-presidente passerà soprattuto per la capacità del club di ambire ai Playoff nelle prossime stagioni, non vanificando la costruzione sapiente del roster effettuata la scorsa estate scegliendo giovani di talento e giocatori di enorme esperienza europea, in un mix che rende comunque questa Milano, in queste condizioni psico-fisiche, una squadra che il favoritissimo Barcellona sa di dover rispettare e affrontare al massimo delle sue forze.

In palio c'è un posto in Paradiso, a 40 minuti da un sogno chiamato Eurolega. Ma comunque vada, la stagione di una Milano arrivata all'ultimo chilometro prima del traguardo, meriterà una standing ovation.

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