Marcell Jacobs infortunato in finale dei 100 m agli Europei: “Ero pronto a rompermi tutto”
La smorfia durante la prova ai bocchi era stata un campanello d'allarme. Marcell Jacobs aveva sentito una fitta all'adduttore e sapeva già che nella finale dei 100 metri un intoppo del genere lo avrebbe depotenziato. È andata malissimo e, a guardare il tempo fatto dal britannico Romell Glave vincitore dell'oro (10″09, 0,4 m/s di vento a favore) agli Europei di atletica a Birmingham, aumenta solo la rabbia per un'occasione fallita nella maniera più beffarda possibile: non perché gli altri si sono mostrati più forti ma per un problema muscolare comparso quando serviva dare tutto per andarsi a prendere un successo che era alla portata. Basta dare un'occhiata anche alle prestazioni di Jeremiah Azu (argento in 10″16) e Owen Ansah (bronzo in 10″19) per comprendere qual è la portata del rimpianto. Tutti tempi alla portata, che ha potuto solo vedere stampati sul tabellone mentre, quasi zoppicando, chiudeva settimo in 12″26.
Jacobs tradito dai muscoli: "Fastidio agli adduttori"
Le immagini a pochi minuti dalla prova regina dell'atletica agli Europei avevano alimentato il dubbio che Jacobs avesse avvertito qualcosa: aveva stretto i denti dopo aver accennato a uno scatto e nel corridoio che conduce alla pista aveva effettuato qualche esercizio di stretching. "Non sono uno che molla e si dispera. Ero pronto a rompermi tutto", le parole a caldo dello sprinter italiano che ha visto sfumare la possibilità di competere per una medaglia (e più ancora per fare filotto di ori continentali) nel momento clou. "Ho sentito un fastidio grandissimo all'adduttore come era successo a Monte Carlo", il resto della storia lo raccontano le immagini della diretta tv che lo vedono rallentare improvvisamente, perdere terreno e rassegnarsi.
Gara d'orgoglio: "Ai blocchi pronto a rompermi tutto"
Jacobs si era presentato in finale fermando il cronometro su 10″08 (miglior tempo della sessione), dando addirittura l'impressione di stare così bene ed essere così sicuro di sé tanto da rallentare a pochi metri dal traguardo. Altro fattore incoraggiante: l'azzurro sembrava aver finalmente ritrovato la forma ideale, poteva contare anche su una prestazione continentale stagionale sopra le righe. Il 9″96 ottenuto nella Diamond League di Parigi gli aveva (ri)dato la palma di favorito per la rassegna inglese. Poi qualcosa è andato storto.
Il fastidio nel riscaldamento lo ha costretto a mettere da parte tutte le ambizioni. Marcell, però, ci ha voluto provare ugualmente: ha avuto anche un tempo di reazione ma ha perso subito terreno rispetto agli altri concorrenti fino a scivolare in coda e a tagliare il traguardo zoppicando (settimo in 12″26).
"Sono andato sui blocchi e mi sono detto: sono pronto a rompermi qualsiasi cosa… tutto. Lo so che fa parte del gioco ma è un peccato perché sapevo che avrei potuto vincere di nuovo". Ambiva al terzo alloro consecutivo agli Europei per eguagliare anche i primati di due icone della velocità come il russo Valeriy Borzov e il britannico Lindford Christie. Gli è rimasto solo l'amaro in bocca e una fitta alla gamba.