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Maratoneta squalificata per un anno: va in auto per arrivare al traguardo e usa una scusa ridicola

Una famosa maratoneta è stata squalificata per aver percorso un tratto di gara in auto. Una situazione che ha poi giustificato in modo ridicolo.
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A cura di Marco Beltrami
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Tra le squalifiche più curiose della storia dello sport rientra sicuramente quella comminata a Joasia Zakrzewski. Questa famosa maratoneta è stata bannata per ben 12 mesi da una commissione disciplinare della federazione dell'atletica britannica per aver utilizzato un'autovettura durante una corsa di 50 miglia e di aver accettato un trofeo per il terzo posto.

La storia di “Jo” ultra runner classe 1976 scozzese è molto particolare. Questa atleta che ha ottenuto il record mondiale di 255,7 miglia (411,5 km) per una distanza corsa in 48 ore. Zakrzewski ha infatti ammesso di essere saltata a bordo della macchina guidata da una sua amica durante la gara GB Ultras Manchester-Liverpool del 2023 il 7 aprile. Per giustificarsi la specialista di questo tipo di competizione ha affermato di averlo fatto solo dopo aver detto ai commissari che era infortunata e che non stava più gareggiando.

La 47enne che in carriera si è classificata 14a nella maratona dei Giochi del Commonwealth del 2014 ha negato di aver barato deliberatamente, spiegando che arrivando la sera prima dall'Australia non era riuscita a pensare lucidamente. Proprio questo stato di confusione l'aveva portata ad accettare erroneamente un trofeo alla fine della gara. Una scusa decisamente ridicola, anche perché comunque Jo ha instascato premio e medaglie.

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Tutto questo però è stato rigettato da un comitato disciplinare dell'UKA ed è arrivato così il divieto a Zakrzewski di competere in qualsiasi gara autorizzata dall'UKA, di rappresentare la Gran Bretagna, o di allenare o dirigere per un anno, dopo averla ritenuta colpevole di aver violato il codice di condotta dell'UKA per gli atleti senior. Nella nota si legge che le sue affermazioni sono "contrarie alle prove dei giudici, prove che il convenuto non ha cercato di contestare o contestare, tramite controinterrogatorio in udienza".

In pratica Joasia Zakrzewski avrebbe percorso circa 2,5 miglia in macchina. Secondo i dati GPS, una di queste miglia è stata percorsa in un minuto e 40 secondi. In una lettera ha poi sottolineato: "Accetto le mie azioni il giorno in cui ho viaggiato in macchina e poi ho completato la corsa, tagliando il traguardo e ricevendo inappropriatamente una medaglia e un trofeo, che non ho restituito immediatamente. come avrei dovuto fare”.

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