L’Italvolley comincia l’Europeo battendo due avversari: la Svezia e una partita che sembrava non volersi giocare
L'Italvolley comincia gli Europei 2026 battendo due avversari. Il primo era la Svezia, superata 3-0 come pronostico suggeriva. Il secondo era molto meno prevedibile: una partita che per lunghi tratti è sembrata non volersi giocare. Pioggia, teloni stesi e rimossi, interruzioni, rientro negli spogliatoi e nuove ripartenze. In mezzo a tutto questo l'Italia di Ferdinando De Giorgi ha fatto la cosa meno semplice: non si è lasciata trascinare nel caos.
Il primo set racconta perfettamente la serata di Piazza del Plebiscito. Gli azzurri partono meglio, costruiscono il vantaggio e arrivano sul 22-18. Poi torna la pioggia e tutto si ferma. Si prova a ripartire, si copre nuovamente il taraflex, infine la CEV dispone una sospensione di 20 minuti e manda le squadre negli spogliatoi. Quando si può finalmente giocare, l'Italia riprende da dove aveva lasciato e chiude 25-22.
L'Italia non perde la testa tra uno stop e l'altro
È probabilmente questo il segnale migliore lasciato dall'esordio. La superiorità tecnica sulla Svezia era evidente e una vittoria azzurra non rappresenta una sorpresa. Più interessante è il modo in cui Giannelli e compagni sono riusciti ogni volta a riaccendere la partita, senza concedere al contesto la possibilità di cambiarla.
Nel secondo set la Svezia resta in scia fino al 17-17, ma quando serve l'Italia cambia passo. Sanguinetti, l'ace di Giannelli, Bottolo e infine Romanò costruiscono il break che vale il 25-21 e il 2-0. Nel terzo gli azzurri evitano invece di trascinare ulteriormente una serata già abbastanza lunga, prendono subito il controllo e completano il 3-0.
De Giorgi vince senza dover forzare Michieletto
C'è anche un'altra buona notizia. L'Italia riesce a cominciare il proprio Europeo senza dover chiedere subito tutto ad Alessandro Michieletto (entrato solo per gli ultimi punti del 3° set), l'uomo più atteso dopo i problemi alla schiena. De Giorgi può affidarsi a Bottolo e Lavia, mentre Giannelli trova risposte importanti anche dal centro con Galassi e Sanguinetti e da Romanò.
Non è ancora una partita dalla quale capire quanto lontano possa arrivare questa Italia. La Svezia non poteva essere il banco di prova definitivo e quelli arriveranno più avanti. Ma per cominciare serviva vincere senza complicarsi la vita. L'Italia ci è riuscita anche quando, intorno al campo, la serata faceva di tutto per complicargliela.