Olimpiadi Tokyo 2020
19 Luglio 2021
13:48

Le Olimpiadi di Tokyo fanno i conti con l’invasione delle ostriche: danni milionari

Problema a sorpresa per gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo in programma 23 luglio all’8 agosto 2021. Una “minaccia” alle gare è arrivata dall’acqua a causa dell’invasione delle ostriche nella Sea Forest Waterway nella baia di Tokyo, dove sono in programma le gare di canoa e canottaggio.
A cura di Marco Beltrami
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Olimpiadi Tokyo 2020

Oltre allo spauracchio Covid, ai numerosi forfait degli atleti, problema a sorpresa per gli organizzatori delle Olimpiadi di Tokyo in programma 23 luglio all'8 agosto 2021. Una "minaccia" alle gare è arrivata dall'acqua con l'invasione delle ostriche che ha creato grandi difficoltà agli addetti ai lavori nella baia dove sono in programma le gare di canottaggio.

La Sea Forest Waterway nella baia di Tokyo è sotto stretta osservazione. Il motivo della particolare attenzione alla sede delle gare di canoa e canottaggio dei Giochi Olimpici di Tokyo è legato ad un imprevisto naturale, ovvero un'invasione di ostriche che ha costretto gli organizzatori a lavori extra per poco più di un milione di euro. I molluschi si erano infatti attaccati ai galleggianti posizionati nella baia per bloccare le onde.

Quando gli addetti ai lavori hanno iniziato a vedere che i galleggianti iniziavano ad affondare, hanno scoperto che il tutto era legato alla presenza di ben 14 tonnellate di ostriche complessive. A quel punto la risoluzione del problema si è rivelata dispendiosa e difficoltosa soprattutto in termini di tempo. Basti pensare che l'intero sistema dei galleggianti è disposto su di un arco di poco meno di 6 chilometri. L'attrezzatura è stata trascinata a terra e riparata, oppure ripulita da sommozzatori.

Tra l'altro è stata anche riscontrata la presenza delle ostriche magaki, una prelibatezza assai popolare in Giappone. Nonostante tutto però i molluschi non sono stati consumati. A spiegare il motivo di questa scelta è stato un membro del Comitato al quotidiano Asahi Shimbun: "Abbiamo preferito non consumarli, perché questo comporterebbe ulteriori controlli di sicurezza". Oltre al danno la beffa, se si considera che i prezzi di queste ostriche sono altissime e potrebbero valere anche decine di migliaia di euro.

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