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Olimpiadi Tokyo 2020
3 Agosto 2021
8:40

Jacobs ha visto Chiellini al suo fianco: “Tirava la maglia dell’inglese per farmi arrivare primo”

Marcell Jacobs racconta quanto abbia sentito forte il tifo degli italiani durante i 100 metri che lo hanno consegnato alla gloria olimpica: “Toccante, vi siete commossi come se aveste vinto voi. L’ho capito in queste ore, è bellissimo. Non mi aspettavo tutto questo tifo, sembrava quasi di stare a Wembley per Italia-Inghilterra…”.
A cura di Paolo Fiorenza
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Olimpiadi Tokyo 2020

Marcell Jacobs è l'uomo del giorno, ma lo sarà anche domani e dopodomani. E poi ancora, ancora e di nuovo. Essere il primo italiano della storia in finale nei 100 metri alle Olimpiadi già bastava, andare a medaglia era da sognatori sfrenati, vincere l'oro è qualcosa difficile da credere ancora adesso. Non solo per noi, ma per lo stesso 26enne di Desenzano del Garda: "Poco alla volta sto mettendo tutto a fuoco. Abbiate pazienza, non è così semplice…".

Le sue lacrime sul gradino più alto del podio hanno commosso l'Italia: "Ho guardato la medaglia, ho ripercorso con la mente la mia carriera, i sacrifici fatti, le difficoltà – racconta alla Gazzetta dello Sport – Tutto mi ha aiutato per arrivare a vincere l'Olimpiade. Questo oro pesa tantissimo, è la cosa più bella che possa esserci. La dedica è facile: alla mia famiglia, senza la quale non ce l'avrei fatta. E poi a tutti quelli che hanno sempre creduto in me. Non era scontato, ci sono stati periodi neri. Sentire l'inno, poterlo cantare, è stato magnifico. Un'emozione così non si può spiegare a parole, neanche nei sogni lo avevo immaginato così bello. Sì, ho fatto la storia. Avete ragione".

Adesso Jacobs deve riprogrammare la sua carriera, entra in una nuova dimensione in cui tutti i meeting di atletica vorranno avere il campione olimpico: "Il mio allenatore dovrà essere bravo a gestire i prossimi impegni, intanto mi godo la vittoria. Dopo Tokyo capiremo dove e quando tornare in pista. Le idee non mancano. Il 2022 sarà molto importante, con i Mondiali di Eugene, negli Stati Uniti. Allargare lo staff? Come si dice, squadra che vince non si cambia. Abbiamo battuto avversari tostissimi. Siamo stati i migliori e ci meritiamo tutta questa gioia. Perché spostare gli equilibri? Non è stato così semplice trovarli".

Il ragazzo nato ad El Paso racconta le ore successive al trionfo, quando gli è apparso… Giorgio Chiellini: "Sveglio e felice. Dormire era impossibile, con tutta l'adrenalina accumulata. Allora mi sono messo a leggere tutto quello che avete scritto su di me… Ho rivisto la gara sentendo i commenti originali. Toccante, vi siete commossi come se aveste vinto voi. L'ho capito in queste ore, è bellissimo. Non mi aspettavo tutto questo tifo, in pista ho sentito il vostro supporto. Sembrava quasi di stare a Wembley per Italia-Inghilterra. A proposito… tra i tanti post e fotomontaggi che mi riguardano, il più bello, quello che mi ha fatto ridere di gusto, è l'immagine dove io controllo gli avversari a un metro dal traguardo, mentre dall'altra parte Chiellini tira la maglia al calciatore inglese per farmi arrivare primo. Ma ora fatemi andare a dormire. Vorrei farlo per almeno 24 ore di fila, me ne bastano 8-9. Devo recuperare. Non sono ancora finiti i Giochi e voglio fare bene anche la 4×100". Mentalità da campione. Anzi, da campione olimpico.

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