È trascorso quasi un mese dall'incidente in cui Alex Zanardi è rimasto coinvolto il 19 giugno scorso ed è avvenuto nella zona di Pienza, sulla Strada Statale della Val d'Orcia (nel Senese). L'ex pilota di Formula 1 era a bordo di una handbike e stava partecipando a una gara non agonistica del progetto "Obiettivo 3" quando, all'uscita di una curva, per circostanze attualmente al vaglio della magistratura, il suo veicolo ha sbandato e s'è ribaltato. Il campione bolognese ha perso il controllo, invaso l'altra corsia della carreggiata e s'è schiantato contro un camion che sopraggiungeva nella direzione opposta. L'inchiesta aperta sull'accaduto adesso s'è concentrata sulla perizia meccanica disposta sul mezzo.

Le condizioni di Zanardi a quasi un mese dall'incidente

Da allora, l'ironman emiliano, oggi 53enne, è ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva dell'Ospedale "Le Scotte" di Siena, ha subito 3 operazioni (di cui l'ultima, pochi giorni fa, per la ricostruzione cranio-facciale), riportato un grave danno neurologico a causa della violenza dell'impatto, è in condizioni cliniche stazionarie e sottoposto a sedazione, nelle prossime ore potrebbe essere lentamente risvegliato dal coma indotto per consentire al cervello di riposare in seguito alle lesioni subite nello scontro. Accanto a lui sono sempre rimasti la moglie, Daniela, il cui intervento s'è rivelato decisivo per salvargli la vita (ha chiamato subito i soccorsi), e il figlio Niccolò, autore sui social di post su Instagram dedicati al padre. Messaggi molto toccanti che hanno emozionato i tifosi di Zanardi e suscitato grande commozione nella community di sportivi e appassionati. Bellissima anche la lettera che il Papa, Francesco Bergoglio, gli ha rivolto: "Hai fatto della disabilità una lezione di umanità", le parole del Pontefice.

La dinamica della tragedia avvenuta il 19 giugno

La dinamica dell'incidente è stata chiarita. Grazie al lavoro degli inquirenti e alla testimonianze raccolte è stato possibile ricostruire cosa è accaduto in quel "maledetto" pomeriggio: la handbike di Zanardi, divenuta ingovernabile, s'è capottata all'uscita di una curva ed è finita nella corsia opposta terminando la propria corsa ai margini della strada dopo il violento impatto.

L'inchiesta della Procura di Siena

L'indagine aperta dalla Procura di Siena ha prima rivolto i riflettori verso il conducente del camion coinvolto nella tragedia (l'uomo ha spiegato di essere ancora sotto shock) poi ha preso in esame anche le testimonianze più probanti. Una in particolare, quella di un videoreporter che ha fugato ogni dubbio sulla postura di Zanardi in quegli attimi fatali: aveva entrambe le mani sul manubrio e procedeva regolarmente, almeno fino a quando non ha notato quello che ha definito un "movimento anomalo". Sono altri gli aspetti sui quali servirà fare luce per tracciare i contorni dell'episodio e poi procedere nel percorso giudiziario se ce ne saranno gli estremi: in particolare, le condizioni meccaniche della handbike a bordo della quale si trovava il campione bolognese e quelle del mano stradale lungo il tragitto dove è avvenuto l'incidente.