"Aveva tutte le ossa della faccia rotte". Fu così che il professore Giuseppe Oliveri, che operò Alex Zanardi giunto all'Ospedale "Le Scotte" di Siena, descrisse condizioni dell'ex pilota e spiegò la gravità del trauma subito a causa del violento incidente nel quale restò coinvolto sulla Statale della Val d'Orcia il 19 giugno scorso. Dopo 3 operazioni il quadro clinico resta molto preoccupante così come il danno neurologico riportato dall'ex pilota.

Il campione bolognese, oggi 53enne, resta in coma farmacologico e ricoverato nel reparto di Terapia Intensiva. È ventilato meccanicamente, le sue condizioni cardio-respiratorie e metaboliche sono stabili (come indicato nell'ultimo bollettino medico che risale a qualche giorno fa, poco dopo l'intervento maxillo-facciale e neurochirurgico durato circa cinque ore). Ricostruzione cranio-facciale e stabilizzazione delle zone lesionate per il colpo subito: è stato questo l'ulteriore passo compiuto dalla équipe multidisciplinare nel percorso terapeutico fissato assieme alle cure per Zanardi.

Le fratture erano complesse – ha spiegato il professore Paolo Gennaro, direttore della UOC Chirurgia Maxillo-facciale della struttura sanitaria toscana -. Una condizione che ha richiesto una programmazione specifica che si è avvalsa di tecnologie computerizzate, digitali e tridimensionali, fatte a misura del paziente.

Cosa vuol dire? Che gli hanno ricomposto le ossa della faccia pezzo per pezzo, ricorrendo alle strumentazioni più sofisticate e precise così da rispettare la fisionomia del paziente. "Una situazione singolare – ha aggiunto Gennaro – anche se si tratta di una tipologia di fratture che nel nostro centro affrontiamo spesso". Quando sarà possibile avere ulteriori notizie sulle condizioni di Zanardi? Per adesso, d'accordo con la famiglia, non ci sono comunicazioni ufficiali rispetto a un quadro che permane stabile. Il week-end potrebbe essere decisivo per avviare il lento risveglio dell'ex pilota dalla sedazione.