Armand Duplantis trionfa anche a Zurigo ma esplode alla telecamera: “Chi ca..o credete che io sia?”
Armand Duplantis è un "cannibale" e lo ha dimostrato anche in occasione dell'appuntamento di Diamond League a Zurigo. Il pluricampione olimpico e mondiale è riuscito ad imporsi nuovamente nella prova del salto con l'asta in terra svizzera. Questa volta però ha dovuto fare i conti con un Emmanouil Karalis ispiratissimo che gli ha dato filo da torcere. C'è proprio questo dietro il colorito sfogo a favore di telecamera di Mondo, che è apparso visibilmente su di giri.
Duplantis vince anche a Zurigo in Diamond League, lo sfogo alla telecamera Karalis ha per certi versi rappresentato uno stimolo importante per Duplantis a Zurigo. Salti impeccabili per il greco, che ha superato la quota di 6,20 metri ottenendo il suo record personale migliorato di tre centimetri. Una prestazione importante, con il suo blasonato avversario svedese che ha scelto di passare la misura tentando direttamente i 6,25 metri. Una quota superata al primo tentativo per un battagliero Mondo, che ha festeggiato colpendosi il petto a più riprese, urlando anche qualcosa di ben comprensibile durante la diretta TV svedese SVT.
Le parole di Duplantis dopo la vittoria "Chi cazzo credete che io sia?", ha tuonato Duplantis in modo provocatorio, quasi a voler ribadire il suo status di campione praticamente invincibile. Un atteggiamento insolito per lui, che comunque ha dimostrato di essere molto nervoso anche dopo. Quando infatti l'astista svedese e lo stesso Karalis si sono cimentati con la misura da record del mondo di 6,32 metri, le cose non sono andate per il meglio. Entrambi hanno abbattuto l'asticella nei primi tentativi, e la vittoria è andata a Duplantis, unico ad aver valicato i 6,25 metri.
La rabbia e poi le scuse Anche dopo l'ultimo tentativo fallito a 6,32, Armand ha avuto un gesto di stizza plateale scagliando l'asticella sul materassino. Un'intemperanza prontamente rientrata con le immediate scuse agli addetti ai lavori. Il motivo della sua rabbia è stato spiegato poco dopo ai microfoni di SVT: "Oggi volevo battere il record del mondo, perché questa è stata una gara storica. Lo sentivo davvero vicino. Dovrei essere felice, ma non mi sento così soddisfatto".