La storia vera di Carlo Acutis in un film tv: il ragazzo morto a soli 15 anni che divenne “Il Santo di Internet”

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Stasera, domenica 27 settembre, Canale 5 racconta la vita di Carlo Acutis con Il mio nome è Carlo, il tv movie diretto da Giacomo Campiotti e interpretato da Samuele Carrino. La storia di un ragazzo come tanti, appassionato di informatica e computer, mosso da una forte fede, che usò uno strumento contemporaneo per trasmettere un messaggio religioso.

Stasera, domenica 27 settembre, Canale 5 racconta la vita di Carlo Acutis con Il mio nome è Carlo, il tv movie diretto da Giacomo Campiotti e interpretato da Samuele Carrino. La messa in onda arriva a vent'anni dalla morte del giovane e poco più di un anno dopo la sua canonizzazione, celebrata il 7 settembre 2025 da Papa Leone XIV. Ma chi era davvero Carlo Acutis, al di là dell'immagine ormai diventata popolare del "santo di Internet"?

Chi era Carlo Acutis: la sua vita in un film

Carlo Acutis nasce a Londra il 3 maggio 1991, da Andrea Acutis e Antonia Salzano, ma cresce soprattutto a Milano. Videogiochi, musica e informatica si affiancano come passioni alla scuola e allo studio, ma sin da bambino ha anche una forte devozione religiosa. La sua fede, però, non rimane confinata alla preghiera, è qualcosa che ritiene debba convivere con il suo quotidiano, così si dedica al volontariato, presta attenzione alle persone più fragili, ai senzatetto e ai poveri.

“Il mio nome è Carlo” parte proprio da questa dimensione quotidiana. Il film segue Carlo dall'infanzia all'adolescenza e arriva agli ultimi giorni della sua vita. Samuele Carrino interpreta Carlo a 15 anni, mentre Lucia Mascino e Flavio Parenti sono i genitori Antonia e Andrea. La produzione precisa che si tratta di un'opera liberamente e parzialmente ispirata alla vita di Carlo Acutis, alcuni episodi realmente accaduti sono stati quindi rielaborati per le esigenze della narrazione cinematografica. Il regista Giacomo Campiotti ha scelto di mostrare soprattutto il ragazzo prima del santo, un ragazzo come tanti, dedito all'istruzione e alle sue passioni, circondato da amici. Un modo per raccontare Carlo non come una figura già consacrata dalla storia, ma come un quindicenne che non sapeva ancora quale sarebbe stato il destino della sua testimonianza. Ed è proprio qui che la vicenda televisiva incontra quella reale: Canale 5 racconta la storia di un ragazzo morto nel 2006, quando Internet era ancora lontano dall'essere il mondo che conosciamo oggi, e diventato nel frattempo uno dei santi più riconoscibili dalle nuove generazioni.

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Lucia Mascino e Flavio Parenti con Samuele Carrino

Fede e informatica lo resero "Il Santo di Internet"

Carlo Acutis amava l'informatica, i computer ed era interessato alla programmazione, mise al servizio le proprie competenze per realizzare siti e contenuti dedicati alla fede. Tra i suoi progetti più conosciuti c'è una mostra digitale sui miracoli eucaristici, costruita attraverso materiale raccolto e organizzato di sua mano. È anche per questo che negli anni la sua figura è stata associata alla definizione di "primo santo dell'era digitale". Il punto, tuttavia, non è che Carlo fosse semplicemente un adolescente tecnologico diventato santo, bensì il modo in cui cercò di utilizzare uno strumento contemporaneo per trasmettere un messaggio religioso.

La malattia improvvisa e la morte a 15 anni

Nell'autunno del 2006 però la sua vita subì un brusca battuta d'arresto: a Carlo venne diagnosticata una leucemia fulminante e in pochi giorni le sue condizioni precipitano. Ricoverato in ospedale, muore il 12 ottobre 2006, a soli 15 anni. La sua morte trasforma progressivamente la sua breve esistenza in una testimonianza religiosa. La famiglia conserva e diffonde i suoi scritti, i suoi progetti e i ricordi di quella vita durata appena quindici anni. Anche la madre Antonia Salzano ha raccontato più volte il rapporto con il figlio e il significato che la sua storia ha assunto dopo la morte.

I miracoli e la beatificazione: Carlo Acutis diventa Santo

La Chiesa cattolica avvia il percorso che porterà Carlo alla canonizzazione. Nel 2018 Papa Francesco lo dichiara venerabile, mentre il 10 ottobre 2020, ad Assisi, Carlo viene beatificato. Il processo è legato anche al riconoscimento di due miracoli attribuiti alla sua intercessione, necessari per arrivare alla canonizzazione. Il primo riguarda Matheus, un bambino brasiliano affetto da una grave patologia al pancreas che, secondo la documentazione ecclesiastica, sarebbe guarito dopo le preghiere rivolte a Carlo. Il secondo miracolo riconosciuto riguarda invece Valeria Valverde, una giovane del Costa Rica che, dopo un grave incidente e una prognosi estremamente negativa, avrebbe avuto una guarigione ritenuta inspiegabile dalla commissione medica e successivamente riconosciuta dalla Chiesa. La mamma Liliana si era recata sulla tomba del beato Acutis chiedendone l'intercessione: "Me ne sono andata da Assisi con la certezza che Carlo avrebbe guarito mia figlia". Con il riconoscimento del secondo miracolo arriva il via libera definitivo alla canonizzazione. Il 7 settembre 2025, in piazza San Pietro, Papa Leone XIV proclama Carlo Acutis santo insieme a Pier Giorgio Frassati. Per il suo vissuto, è stato definito "il primo santo dei Millennials" ed è stato spesso soprannominato "l'influencer di Dio" o "il santo patrono di internet".

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