Pier Silvio Berlusconi celebra il successo del film su Carlo Acutis: “Sono storie che fanno bene”

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Canale 5 vince la domenica sera con Il mio nome è Carlo: 4,2 milioni di spettatori e 29,6% di share per il film tv su Carlo Acutis. Pier Silvio Berlusconi: “Storie che fanno bene”.

Il racconto della vita di Carlo Acutis ha vinto la domenica televisiva senza lasciare spazio alla concorrenza. Il mio nome è Carlo, il film tv trasmesso domenica 27 settembre in prima serata su Canale 5, ha raccolto dati altissimi agli ascolti tv: 4.269.000 spettatori con il 29,6% di share. Rai1 si è fermata a 1.633.000 spettatori e al 10,8% con Lo sposo indeciso, meno della metà del pubblico conquistato dall'ammiraglia Mediaset. A Cologno Monzese il risultato è stato accolto con due comunicati diffusi a poche ore dal dato Auditel: uno firmato dall'amministratore delegato Pier Silvio Berlusconi, l'altro dal vicedirettore generale fiction e cinema Giampaolo Letta.

Pier Silvio Berlusconi: "Oggi più che mai servono storie umane"

L'amministratore delegato di Mediaset ha usato il successo del film per rivendicare una scelta editoriale precisa: "Sono davvero felice per il successo de Il mio nome è Carlo. È un prodotto di cui siamo orgogliosi, fatto con sensibilità, talento e passione". Poi il passaggio che suona come una dichiarazione programmatica per la fiction del gruppo: "Ed è proprio questa la strada che personalmente sento più giusta e che vogliamo continuare a percorrere. Oggi più che mai servono storie umane, profonde e valoriali. Storie che fanno bene".

Berlusconi ha chiuso con i complimenti "a tutti i professionisti che hanno lavorato per creare questo bellissimo prodotto" e un ringraziamento rivolto alla madre del giovane santo: "E un grazie di cuore alla signora Antonia Salzano Acutis, la mamma di San Carlo".

Giampaolo Letta: "Il merito va soprattutto a Pier Silvio Berlusconi"

Se l'amministratore delegato ha parlato di linea editoriale, Giampaolo Letta ha scelto di indicare con nome e cognome il padre dell'operazione. "Siamo davvero fieri del film TV Il mio nome è Carlo, andato in onda ieri sera, e felici per lo straordinario risultato", ha dichiarato il vicedirettore generale fiction e cinema di Mediaset, prima di spostare il riflettore sul vertice dell'azienda: "Voglio ringraziare tutti i professionisti che hanno lavorato alla sua realizzazione, ma il merito va soprattutto al nostro editore Pier Silvio Berlusconi, a cui va anche un sincero grazie".

Letta ha ricostruito anche la genesi del progetto, attribuendo all'editore ogni decisione chiave: "È stato lui a individuare e scegliere questa storia, è stato lui a decidere la casa di produzione". E ha confermato che non si tratta di un episodio isolato: "Da anni Pier Silvio ci chiede di seguire questa strada, fatta di racconti ad alto valore umano. Oggi più che mai siamo tutti convinti che sia la scelta giusta e ci impegneremo per continuare a percorrerla".

Chi era Carlo Acutis, il santo che ha battuto Rai1

Nato a Londra nel 1991 e cresciuto a Milano, Carlo Acutis è morto nel 2006, a quindici anni, all'ospedale San Gerardo di Monza. La sua figura – un ragazzo appassionato di informatica che usava il web per catalogare i miracoli eucaristici – ha costruito negli anni una devozione enorme, soprattutto tra i più giovani. Papa Francesco lo ha proclamato beato nel 2018, mentre la canonizzazione è arrivata il 7 settembre 2025 con Papa Leone XIV. Il suo corpo riposa ad Assisi, meta di pellegrinaggi da tutto il mondo.

Un personaggio con una base di pubblico già vastissima, che Mediaset ha portato in prima serata a poco più di un anno dalla proclamazione a santo. Il risultato conferma che la scommessa, almeno sul piano degli ascolti, ha pagato.

Una domenica tutta di Canale 5

Il dominio della rete ammiraglia Mediaset non si è limitato al film. Anche in access prime time La Ruota della Fortuna ha superato Affari Tuoi, con 4.295.000 spettatori e il 23,7% di share contro i 3.820.000 e il 21,1% del programma di Rai1. Nel resto della prima serata, Presadiretta su Rai3 si è fermata a 1.102.000 spettatori (6,6%), mentre la Nations League su Tv8 ha raccolto 832.000 spettatori (4,8%).

Un segnale che a Cologno Monzese leggono come la conferma di una rotta: meno intrattenimento urlato, più racconti con un'impronta morale riconoscibile. Resta da capire se la formula reggerà anche con storie meno note di quella di Carlo Acutis, e quali saranno i prossimi titoli scelti per percorrere la strada indicata dall'editore.

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