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“Verità e giustizia per Domenico”: la mamma del piccolo si racconta a Dritto e Rovescio, Del Debbio: “Non ho paura di nessuno”

A Dritto e Rovescio Patrizia Mercolino non chiede vendetta, non alza la voce, non piange per il pubblico. Chiede giustizia con la stessa ostinazione silenziosa di chi sa che abbandonare quella richiesta equivarrebbe a perdere Domenico una seconda volta.
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A Dritto e Rovescio va in onda l'intervista ‘faccia a faccia' con Patrizia Mercolino, la mamma del piccolo Domenico. Non è stato un momento da "tv del dolore", ma una conversazione nella quale si vede una donna determinata ad andare avanti per cercare verità e giustizia.

"Solo questo", ha detto. "Io non lo dimenticherò mai, per me lui è sempre qua con noi." Poche parole, senza retorica, con il peso specifico di chi ha attraversato qualcosa che nessun genitore dovrebbe attraversare.

"Ricorderanno sempre Domenico non per il trapianto fallito"

"Ricorderanno sempre Domenico non per quel bambino che ha avuto un trapianto fallito, ma perché Domenico era un bambino che correva avanti e indietro come se niente fosse prima di entrare in sala operatoria", ha detto la mamma di Domenico ricordando una delle lettere che ha ricevuto in questi giorni di stima, affetto e vicinanza.

L'impegno di Del Debbio

Dal suo lato, Del Debbio non si è limitato al ruolo di moderatore. Si è esposto in prima persona, con un impegno diretto: "Io ci sono, sono a disposizione e non ho paura di nulla e di nessuno e vengo anche al Monaldi". Un'uscita che va oltre la solidarietà di circostanza e suona come una promessa pubblica, fatta davanti alle telecamere e quindi difficile da ritrattare.

I giocattoli, la fondazione, una forma di memoria

Nel racconto di Patrizia Mercolino emerge anche un progetto concreto, nato dal bisogno di trasformare il dolore in qualcosa che duri. "Prenderò tutte le cose che hanno regalato a Domenico, le porterò in lavanderia e li regalerò ai bambini che non hanno niente", ha spiegato. "Poi qualcosa lo porterò a casa e qualcosa vorrei tanto metterlo nella fondazione."

Insomma, Patrizia Mercolino non chiede vendetta, non alza la voce, non piange per il pubblico. Chiede giustizia con la stessa ostinazione silenziosa di chi sa che abbandonare quella richiesta equivarrebbe a perdere Domenico una seconda volta. E questa, forse, è la forma di forza più difficile da sostenere.

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