Una giornata particolare dei nostri tempi per Aldo Cazzullo: “Una puntata sui femminicidi di oggi”
Aldo Cazzullo ha presentato a Roma la nuova stagione di Una giornata particolare, al via mercoledì 30 settembre in prima serata su La7. Rispondendo a Fanpage.it su quale giornata dei nostri anni meriterebbe un racconto, ha indicato un tema piuttosto che un evento: i femminicidi. Poi ha parlato del rapporto tra cultura e politica: "Oggi, un politico ha interesse ad avere giornalisti amici piuttosto che critici".
Quale giornata di questi anni potrebbe raccontare la televisione tra cinquant'anni? Questa è stata la nostra domanda. Aldo Cazzullo parte dalle date che tutti avrebbero in mente, come per esempio l'11 settembre 2001, ma poi sposta il discorso altrove: "Bisogna raccontare cose laterali, che magari non sono considerate epocali". Per spiegarsi torna a una delle sue puntate, quella dedicata al processo per lo stupro subito da Artemisia Gentileschi nel Seicento, e traccia un filo diretto con il presente: "Magari con una puntata sui femminicidi dei nostri tempi".
Il ragionamento si allarga poi, grazie al contributo degli altri colleghi presenti, al rapporto tra cultura e potere. Cazzullo racconta: "Non mi permetterei mai di dare consigli ai politici. Di destra o sinistra non importa, credo che però un politico abbia interesse ad avere giornalisti critici piuttosto che amici. E non c'è dubbio che la cultura sia stata determinante nel rapporto con la politica di oggi".Come esempio di una stagione in cui cultura e governo andavano insieme, ricorda presidenti del Consiglio di grande spessore intellettuale come Giovanni Spadolini e Aldo Moro. Chiude con un invito che suona come un programma: "Dovremmo investire di più nelle cose in cui siamo forti in quanto italiani. Arte, cultura, ricerca, scuola. Dobbiamo pagare decentemente i medici, gli insegnanti, i ricercatori".
Sulle nostalgie del fascismo: "Non penso ci sia nostalgia del fascismo, però ci sono tanti italiani che non hanno un giudizio negativo sul fascismo. Perché non sanno o non vogliono sapere, quello che il fascismo è stato o ha fatto. Il bilancio del fascismo è negativo e fallimentare sotto tutti i punti di vista. I fascisti non avevano rispetto neanche per i morti. Manganellavano le bare".
La presentazione si è svolta lunedì 28 settembre nella Biblioteca Alessandrina dell'Archivio di Stato. Si tratta della quinta edizione del programma, che resta al mercoledì sera su La7 e riparte dall'armistizio del 1943.