Cazzullo replica a Vannacci che ironizza sul suo cognome: “È il nome di mio padre”

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Aldo Cazzullo risponde su Instagram a Roberto Vannacci, che aveva storpiato il suo cognome dopo l’invito a guardare Una giornata particolare sull’8 settembre: “Generale, non è da lei”.

Un invito a guardare una puntata di storia, una risposta giocata sul cognome, una replica che chiude il discorso. Lo scambio tra Aldo Cazzullo e Roberto Vannacci si è consumato in meno di ventiquattro ore, tra un lancio d'agenzia e un post su Instagram, e ha come sfondo una data simbolo: l'8 settembre 1943.

L'invito di Cazzullo e la risposta di Vannacci

Tutto nasce da Una giornata particolare, il programma di La7 in cui Cazzullo racconta i momenti che hanno cambiato la storia del Paese. La puntata dedicata all'armistizio del 1943 era l'occasione, secondo il giornalista del Corriere della Sera, per un confronto con il leader di Futuro Nazionale, al quale aveva suggerito di seguire la trasmissione in fase di conferenza stampa. 

Il generale ha scelto un'altra strada. Interpellato sull'invito, come riportato dall'Adnkronos il 29 settembre, ha liquidato la questione così: "Cazzullo continua a fare il cazzullo, non mi interessa quello che scrive, quello che fa". Poi ha aggiunto di non avere il tempo per guardare la puntata. Nessun argomento sull'armistizio, nessuna obiezione sul merito del racconto storico: il bersaglio è diventato il cognome.

"Generale, non è da lei": la replica su Instagram

Cazzullo ha pubblicato il lancio d'agenzia sul proprio profilo Instagram, accompagnandolo con poche righe asciutte: "Generale, non è da lei. Argomenti, faccia valere le sue posizioni. L'ho imparato alle elementari: chi mi attacca per il mio cognome di solito non ha argomenti. Lo so, è buffo; ma è il nome di mio padre, che è pure morto, e non potrò mai averne un altro. Lei invece ha ancora tempo a cambiare idea sul duce".

Il sostegno dei colleghi

Il post ha superato in poche ore le undicimila interazioni e oltre settecento commenti. Tra i primi a schierarsi c'è Myrta Merlino, che ha scritto "Bravo amico mio!" sotto la replica, mentre nel thread compare anche Francesca Barra. Sostegno anche da parte di Piero Pelù, di Samuele Bersani, Segno che, almeno nel mondo del giornalismo televisivo e della cultura, la risposta di Cazzullo è stata letta come una difesa del confronto sul merito.

Un confronto che parte da lontano

La scelta dell'8 settembre come terreno di scontro non è casuale. L'armistizio con gli Alleati, il collasso dell'esercito, la fuga del re e la nascita della Resistenza restano un nodo irrisolto della memoria nazionale, per chi viaggia sulla lunghezza d'onda di Vannacci. Cazzullo ha costruito una parte consistente del suo lavoro, tra libri e televisione, proprio sulla ricostruzione di quegli anni. Vannacci, dal canto suo, ha fatto delle posizioni fuori dal coro uno dei tratti distintivi della sua comunicazione politica.

Il faccia a faccia sull'armistizio, per ora, non ci sarà. Resta la puntata, disponibile per chi vorrà guardarla proprio questa sera su La7, e una domanda che Cazzullo ha lasciato in sospeso nel suo post: se il generale, prima o poi, troverà il tempo.

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