Stasera a letto tardi “con i bambini, non per i bambini”: buono il debutto The Jackal su Rai2

Non un programma per bambini, ma un programma con i bambini. È la stella polare di Stasera a letto tardi, la nuova scommessa di Rai2 affidata a The Jackal, il collettivo napoletano che da YouTube è approdato stabilmente alla tv generalista. Dopo le fatiche del Dopofestival, Aurora Leone si riunisce a Ciro Priello, Gianluca Fru e Fabio Balsamo (comunque impegnati nelle dirette del divano proprio da Sanremo) per questa nuova sfida. Prima puntata andata, risultati alla mano: 805.000 spettatori, share al 5.5%. Un avvio solido, che lascia margini di crescita.
La formula: nostalgia e bambini reali
Il format pesca a piene mani in una tradizione consolidata. Il pubblico ha ancora un riferimento molto chiaro in Chi ha incastrato Peter Pan? e la ricetta è quella: mettere i bambini davanti alla telecamera, lasciarli parlare, reagire, stupirsi. E aspettare. Perché i bambini non mentono mai quanto basta, e fanno ridere sempre di più. L'effetto che si ottiene è doppio: si ride e ci si ritrova a ridere coi bambini.

Ospite della prima puntata Carlo Conti, fresco di Sanremo, che si presta al gioco con leggerezza. Quando gli fanno vedere immagini dall'ultimo Festival, i Jackal lo "costringono" a leggere finte reazioni, come nel caso di Eddie Brock: "A casa direbbero ma chi è questo?".
Hong Yi, Cirobot e il piccolo Rocco
Tra gli sketch che hanno funzionato meglio, quello con il piccolo Hong Yi, arrivato dalla provincia di Bologna. Il bambino si ritrova a fare da mediatore tra una finta bocciatura nel programma per Fru e Fabio Balsamo, trattando la questione con grande altruismo e riuscendo a convincere Balsamo ad accettare Fru nello show. Poi c'è Ciro, che indossa i panni di Cirobot — un robot dalla logica elementare che interagisce con il piccolo Gabriele.

Lo sketch funziona proprio per la sua finzione trasparente e, appunto, elementare. Menzione a parte per il piccolo Rocco, che canta e suona Olly con una mano sola davanti all'ex direttore artistico di Sanremo. Non per esibirsi in chissà quale performance, non è un mostro di bravura, non è un fenomeno: si esibisce perché è quello che sa fare. Come se fosse nella sua cameretta. È esattamente il tipo di momento per cui un programma del genere esiste.