Spotlight non è il Report di Sigfrido Ranucci: 23 minuti, niente studio e lui non è neanche nei crediti

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Ventitré minuti, un solo servizio sul caro affitti a Barcellona, nessuno studio. La prima puntata di Spotlight su RaiNews24 non somiglia nemmeno lontanamente a Report, e il nome di Sigfrido Ranucci non compare nei crediti.

Chi ieri sera si è sintonizzato sul canale 48 aspettandosi un Report in formato ridotto ha dovuto cambiare idea presto. La prima puntata di Spotlight sotto la nuova gestione di RaiNews24, presentata sui social come l’esordio dell’era Ranucci nella rete all news, è andata in onda alle 22.30 di lunedì 2 novembre ed è durata ventitré minuti. Dentro c’era un solo servizio, nessuno studio e nessun conduttore. Nei titoli di coda, il nome di Sigfrido Ranucci non compare.

Il confronto con Report, che domenica 8 novembre torna su Rai3 senza di lui, era inevitabile. Visto il risultato, però, i due prodotti hanno pochissimo in comune.

Ventitré minuti contro due ore abbondanti

La prima differenza è la durata. Nell’era Ranucci, Report era cresciuto fino a puntate di circa 140 minuti, una prima serata domenicale costruita su più inchieste montate una dopo l’altra. Spotlight dura circa un sesto: lo spazio di un approfondimento infilato nel flusso continuo di una rete all news.

Cambia anche la collocazione. Report è un appuntamento della domenica sera su una rete generalista, con un pubblico che lo aspetta. Spotlight va in onda il lunedì alle 22.30 su un canale che si guarda a spizzichi, tra un’edizione del telegiornale e l’altra.

Un solo servizio: la lotta per la casa a Barcellona

L’apertura, che poi è anche tutta la puntata, è un servizio di Luca Gaballo sul caro affitti e sulla battaglia per la casa a Barcellona. La città catalana è da anni uno dei laboratori europei della protesta contro i prezzi delle locazioni e la pressione turistica sui quartieri.

È un tema forte, con agganci evidenti all’Italia. È però anche una scelta che porta lontano dal terreno su cui Report ha costruito la propria fama, cioè le inchieste sui palazzi del potere italiano che il lunedì mattina finiscono nelle note delle agenzie e nelle dichiarazioni dei politici. Ieri sera non c’erano nomi da far tremare né documenti riservati: c’era un reportage dall’estero, lineare e senza colpi di scena.

Niente studio e niente conduttore

A Report il conduttore tiene insieme la serata: introduce, raccorda, rilancia, a volte provoca. Per anni quel ruolo ha avuto il volto di Ranucci. Spotlight elimina tutto questo. Non c’è uno studio, non c’è un presentatore, e il servizio parte e finisce da solo. La scelta ha una sua coerenza con il formato breve di una rete all news, ma toglie al programma proprio l’elemento che rendeva Report riconoscibile, cioè una voce che si assume la responsabilità di ciò che va in onda.

Il nome che manca nei titoli di coda

Il dettaglio più rumoroso arriva alla fine. I crediti indicano come direttore Federico Zurzolo e affidano la cura del programma ad Alessandra Solarino. Seguono la vice caporedattrice Sabrina Bellomo, il caposervizio Andrea Bettini e una redazione di otto giornalisti, tra cui lo stesso Gaballo. Sigfrido Ranucci, vicedirettore di RaiNews24 con delega agli approfondimenti, non compare.

È un’assenza che pesa, soprattutto dopo che il lancio social della puntata aveva parlato di un debutto “sotto la nuova gestione” del giornalista. Può darsi che la puntata fosse già in lavorazione prima del suo arrivo, oppure che il suo coordinamento non preveda una firma in video. Resta il fatto che, sullo schermo, Spotlight risulta un prodotto della redazione di RaiNews24 e non di Ranucci.

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