Ranucci fuori da Report, Presutti e Piervincenzi conduttori ma la redazione insorge: “Inaccettabile, ce ne andiamo”

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Arriva la scelta della Rai, che conferma l’uscita di Ranucci e l’inserimento di due nuovi volti: “Proposte a Ranucci tre opzioni possibili di ricollocazione”. Ranucci: “È la morte di Report”

Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi sono i nuovi conduttori di Report. Con questi due nomi si arriva all'epilogo di una vicenda che ha tenuto banco per tutta l'estate, quella che ha visto coinvolto Sigfrido Ranucci, da oggi ufficialmente fuori dalla squadra del programma di inchieste di Rai3.

Arriva nel pomeriggio del 28 agosto il comunicato con cui la Rai comunica la decisione presa dopo settimane di riflessione, discussioni e indagini interne. L'azienda conclude così il processo che porta alla sospensione di Ranucci dal suo incarico di conduttore e capo autore del programma, a seguito del caso Lavitola, faccendiere amico di Ranucci e al contempo persona che ha dichiarato di avere organizzato l'attentato ai danni del giornalista. La Rai ha comunicato la decisione attraverso una lunga nota in cui illustra il criterio della scelta di Presutti e Piervincenzi: "La scelta apre una nuova fase per uno dei programmi più importanti dell'offerta di approfondimento del Servizio Pubblico, attraverso una conduzione a due affidata a due giornalisti selezionati e vincitori del concorso Rai, nel segno della professionalità e dell'esperienza maturata sul campo". Una scelta che la redazione di Report ha contestato immediatamente all'azienda, definendola "inaccettabile" attraverso una nota. Non si fa attendere la reazione dello stesso Ranucci, che come riporta il Corriere ha definito la scelta della Rai come "mediocre", definendola "la morte di Report".

Chi è Giulia Presutti

I profili dei due volti chiamati a sostituire Ranucci alla conduzione del programma, sono legati all'azienda da anni e in particolare al giornalismo di inchiesta. Giulia Presutti è infatti da anni una delle inviate di Report, dove è inviata dal 2018: "Nella selezione Rai – si legge nella nota – è risultata prima classificata, a conferma di un percorso professionale maturato all'interno dell'Azienda e nel lavoro quotidiano sul campo". In carriera Presutti ha frequentato la scuola di giornalismo radiotelevisivo di Perugia, per poi svolgere uno stage a RaiNews 24. È stata finalista al premio Roberto Morrione di giornalismo investigativo con un'inchiesta sulle organizzazioni criminali che si occupano di traffico di esseri umani. In seguito è stata redattrice della trasmissione Rai Nemo, nessuno escluso, per poi lavorare a Londra, per NBC News.

La carriera di Daniele Piervincenzi

Daniele Piervincenzi non ha mai lavorato per Report, ma a sua volta è legato alla Rai da diversi anni e non è alla prima conduzione. Nel 2019 ha condotto su Rai2 Popolo Sovrano, Ragazzi Contro e Nemo, stessa trasmissione in cui ha lavorato Presutti. Per Nemo è stato anche inviato, finendo vittima dell'aggressione a Ostia da parte di Roberto Spada, che lo colpì con una testata al volto mentre Piervincenzi tentava di fargli un'intervista.

La proposta della Rai a Ranucci

A margine della nota, Rai si sofferma anche sul futuro di Ranucci, al quale l'azienda ha fatto diverse proposte per il futuro: "Tre possibili opzioni di ricollocazione professionale, coerenti con il suo grado e con l'esperienza maturata in Rai". Toccherà capire se l'ormai ex conduttore di Report accetterà una delle proposte dell'azienda, oppure contestarla, facendo ricordo al giudice del lavoro.

La reazione della redazione di Report

Pochi minuti dopo l'annuncio arriva una reazione rabbiosa da parte della squadra di inviati di Report. Attraverso un comunicato, si contesta l'azienda per la decisione presa. "Per noi completamente irricevibile", recita il comunicato, "per il metodo, dal momento che l’azienda ha rifiutato qualsiasi interlocuzione con la squadra in queste settimane facendoci apprendere la scelta dalle agenzie, e nel merito, dal momento che le figure scelte non sono in alcun modo rappresentative della storia e dei valori di Report". Parole durissime nel comunicato, che si conclude con una accusa diretta alla Rai: "Dal momento che l’intenzione dell’azienda sembra quella di voler distruggere la storia e l’integrità della trasmissione, su un evidente mandato politico, annunciamo che, nel caso in cui la Rai non intenda tornare sui propri passi, abbandoneremo in blocco il programma". Contestualmente giunge notizia del rifiuto da parte di Bernardo Iovene e Giulio Valesini dell'incarico di capi autore. Ansa riporta la loro presa di posizione: "Rifiutiamo la proposta avanzataci dalla Rai di ricoprire il ruolo di capi autore di Report. Nel pomeriggio di oggi al direttore degli Approfondimenti Paolo Corsini era stata data una disponibilità di massima a collaborare al nuovo corso del programma ma non erano stati comunicati i nomi scelti, che abbiamo appreso solo dalle agenzie".

Parla anche Ranucci: "Scelta mediocre della Rai"

Poco dopo arriva anche la reazione di Sigfrido Ranucci, che definisce "mediocre" la scelta dell'azienda e aggiunge: "Decreta la fine di Report, uno schiaffo alla professionalità di chi lavora da anni alla trasmissione. Sono prevalse logiche che nulla hanno a che fare con la professionalità". Il Movimento 5 Stelle attraverso Barbara Floridia è ancora più duro: "È l’Editto Meloni, operazione brutale, autoritaria e fascista". 

Ruotolo del PD: "È il delitto perfetto"

Arrivano le prime reazioni politiche. A parlare della vicenda è Sandro Ruotolo, responsabile della comunicazione del Partito Democratico: "Delitto perfetto, è Telemeloni che ammette solo la propaganda, Report dava fastidio, ed è stata trovata occasione giusta per "chiudere i conti". 

Fratelli d'Italia esulta: "Ora Report torni a giornalismo di inchiesta"

A strettissimo giro arriva la nota dei componenti di Fratelli d'Italia nella Commissione Vigilanza Rai, che auspicano il ritorno di Report al giornalismo di inchiesta e non alla propaganda: "Fratelli d'Italia con la scelta di affidare la conduzione di Report a Giulia Presutti e Daniele Piervincenzi auspica che la trasmissione ‘Report' torni finalmente a fare il suo vero mestiere, quello per cui tutti i cittadini pagano il canone, ovvero il giornalismo d'inchiesta. L'auspicio è che torni a essere una trasmissione d'inchiesta credibile, dopo anni in cui la sua funzione originaria è stata distorta a vero e proprio organo di faziosa propaganda politica e ideologica. Un definitivo cambio di rotta nel rispetto del pluralismo, della storia della Rai e dello stesso giornalismo d'inchiesta".

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