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“Se Roma ha la lupa, Milano ha l’Ornella”: la lettera di Luciana Littizzetto a Ornella Vanoni

Luciana Littizzetto omaggia Ornella Vanoni nella puntata speciale di Che Tempo Che Fa: “Hai dimostrato che si può invecchiare dicendo la verità”. E il tributo alla carriera fino alla fine: “Quando le altre hanno smesso, tu hai continuato”.
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Una puntata speciale di Che Tempo Che Fa per dire addio a Ornella Vanoni. E tra i tanti omaggi, quello di Luciana Littizzetto ha colpito nel segno, con una letterina che ha saputo raccontare la cantante milanese senza retorica, con la stessa libertà e disinibizione che hanno caratterizzato la vita della Vanoni.

"Se Roma ha la lupa, Milano ha l'Ornella"

Luciana Littizzetto ha aperto il suo ricordo con un'immagine potente: "Se Roma ha la lupa, Milano ha l'Ornella". Un modo per dire che la Vanoni non era solo un'icona della canzone italiana, ma un simbolo della città che l'ha cresciuta e lanciata. "Siamo tutti qui per te, le persone che ti hanno voluto bene", ha proseguito la comica torinese,

Uno dei passaggi più intensi della letterina ha riguardato le celebri telefonate di Ornella Vanoni. "Tu telefonavi tutti. Telefonate lunghissime e infinite", ha ricordato Littizzetto. E poi la confessione che sa di privilegio: "Quando sentivamo la tua voce, iniziavamo a disdire gli appuntamenti per la sera. Che privilegio parlare con te".

Un dettaglio che racconta quanto la Vanoni fosse capace di creare relazioni autentiche, di trasformare una semplice chiamata in un evento da proteggere, da non interrompere per nulla al mondo. Perché parlare con lei significava entrare in quelle "dimensioni sconosciute" dove viveva il suo cervello, come ha detto Littizzetto.

La voce che non urlava mai ma arrivava più lontano

"Con le tue canzoni hai fatto innamorare e tradire, sorridere e piangere", ha proseguito la comica. E poi l'analisi di quello stile unico che ha reso Vanoni inconfondibile: "Quel tuo modo di cantare come se stessi parlando a uno solo. La voce bassa che non urlava mai e per questo arrivava più lontano".

"Hai continuato quando le altre hanno smesso"Littizzetto ha toccato anche il tema della vecchiaia, che la Vanoni ha affrontato con la stessa disinvoltura con cui ha vissuto tutto il resto: "Un filo di tacco e un filo di trucco, corpo da mostrare anche in vecchiaia. Quando le altre hanno smesso, tu hai continuato". E ancora: "Hai dimostrato che si può invecchiare dicendo la verità. Libera e disinibita", ha aggiunto, sintetizzando forse il lascito più importante della cantante: la possibilità di essere se stessi fino all'ultimo, senza fingere, senza nascondersi dietro il politically correct o le convenzioni sociali.

La marijuana e l'ironia fino alla fine

E poi c'è stato spazio anche per l'ironia, quella che la Vanoni non ha mai perso. Littizzetto ha ricordato la passione della cantante per la marijuana: "Ti piaceva perché ti stuonava e ti aiutava a dormire". E la chiusura, perfetta nel suo mix di commozione e leggerezza: "Se non riesci a dormire, lassù qualcuno che sa rollare lo trovi di sicuro". Un modo per dire addio che la Vanoni stessa avrebbe apprezzato: senza piagnistei, senza retorica, con quella stessa sincerità che l'ha resa unica. "Amante e amata, vanitosa fino all'ultimo giorno", come ha scritto Littizzetto. Perché Ornella Vanoni è stata questo: una donna che ha attraversato quasi un secolo senza mai tradire se stessa.

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