Santoro attacca la Rai da Giletti: “Sono un autore proibito, per trovare Annozero serve la caccia al tesoro”

Immagine
Michele Santoro torna in Rai da ospite a Lo stato delle cose e lancia una stoccata a Viale Mazzini. Per guardare le puntate di Annozero su RaiPlay “bisognerà fare una caccia al tesoro, l’operazione non è stata pubblicizzata”.

Tornare negli studi da ospite non è bastato a Michele Santoro per sotterrare l’ascia di guerra con la Rai. Nel corso della puntata de Lo stato delle cose, andata in onda lunedì 2 novembre, l'ex conduttore ha chiesto spazio a Massimo Giletti per fare una precisazione sui suoi rapporti con l'azienda. Pur dicendosi felice del ritorno, ha denunciato il silenzio promozionale sul rilascio delle storiche puntate di Annozero su RaiPlay, arrivando a definirsi un "autore ancora oggi semi-proibito".

La stoccata alla Rai: "Sono un autore quasi proibito"

L'esordio di Santoro rompe subito gli schemi della diretta. Prende la parola, guarda Giletti e scopre subito le carte sul dietro le quinte della sua ospitata: "Ti ricordi quando mi hai proposto di collaborare e tornare in Rai? Ti dissi che ci venivo volentieri, ma a una condizione: che non fosse solo un tuo invito personale. Volevo che l'azienda dimostrasse il piacere di rivedermi in uno studio che per anni è stato la mia casa". Nessuna pretesa di nuove conduzioni, chiarisce il giornalista, ma un semplice atto di rispetto per la memoria storica dei suoi programmi, a partire dal ripescaggio delle puntate di Annozero. La trattativa c'è stata, il risultato pure, ma con un retrogusto decisamente amaro:

Alla fine ci siamo riusciti, dal 4 novembre i programmi andranno su Rai Play. Ma è stata una fatica immane. La cosa mi fa sentire estremamente giovane: sono ancora un autore semi-proibito. Come per i ‘quasi amici', ora c'è l'autore ‘quasi proibito'. Per trovare questo materiale servirà una caccia al tesoro, visto che l'operazione non è stata pubblicizzata.

A nulla serve il soccorso al volo di Giletti, pronto ad aprirgli le porte della diretta per fare promozione sul momento. Santoro frena, sorride amaro e ribadisce: "È tutto su RaiPlay. Chi vuole andrà a cercarselo: ma sarà una caccia al tesoro".

I precedenti tra Santoro e la Rai: dagli anni d'oro all'editto bulgaro

Il botta e risposta con Massimo Giletti non è che l'ultimo, logico tassello di una narrazione decennale fatta di amore e odio con la televisione pubblica. La storia professionale tra Michele Santoro e Viale Mazzini comincia negli anni '80, quando il giornalista rivoluziona il linguaggio dell'inchiesta e del talk politico in prima serata. Format culto come Samarcanda, Il rosso e il nero, Tempo reale e Moby Dick trasformano lo studio televisivo in una vera e propria piazza-arena, sdoganando la diretta interattiva con il pubblico e il confronto tra cittadini e politici.

Ma il rapporto con i vertici aziendali tocca il punto di non ritorno il 18 aprile 2002. Durante una conferenza stampa a Sofia, l'allora premier Silvio Berlusconi pronuncia il celebre "editto bulgaro", puntando il dito contro Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi per un presunto "uso criminoso della televisione pubblica". Un'esternazione che si traduce nell'allontanamento immediato e forzato del conduttore dai palinsesti. La risposta passa per le aule di tribunale: una disputa legale si chiude con la condanna della Rai al reintegro. Santoro rientra così dalla porta principale nel 2006 al timone di Annozero su Rai 2, inanellando ascolti record con share vicine al 25%. Un successo che viaggia a braccetto, tuttavia, con scontri ricorrenti con la dirigenza. L'epilogo arriva a giugno del 2011, con la risoluzione consensuale del contratto che spedisce il giornalista verso la nuova frontiera dell'informazione indipendente con Servizio Pubblico e, successivamente, su La7.

autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views