Rai lancia Italiana, Ciannamea: “Obiettivo mezzo punto di share”, Mellone: “Ci metto dodici firme”

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Angelo Mellone, direttore Day Time.
Italiana, il canale Rai su borghi e made in Italy, dal 1° ottobre sul 57. A una domanda di Fanpage.it Ciannamea dichiara di sperare in mezzo punto di share, Mellone ironizza. E sulle accuse sovraniste: “Italiana è una parola accogliente e inclusiva”.

Un monastero arroccato, una bottega di artigiani, un sentiero che sale in quota, il caseificio dove nasce un formaggio che ha dato il nome a un paese. È questo l'alfabeto di Italiana, il nuovo canale powered by Rai che dal 1° ottobre occupa la posizione 57 del digitale terrestre. La presentazione si è tenuta oggi all'Auditorium del Parco dell'Aquila, con Angelo Mellone, direttore Intrattenimento Day Time, Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione e responsabile ad interim della Direzione Contenuti Digitali e Transmediali, ed Elena Capparelli, direttrice di RaiPlay e Digital. A moderare l'incontro il vicedirettore dell'Ufficio Stampa Rai, Dante Fabiani.

Il progetto si presenta come un racconto dell'Italia pensato per più generazioni insieme: persone e paesaggi, tradizioni e cambiamenti, con un occhio a enogastronomia, turismo del patrimonio, folklore, innovazione e cultura popolare. A Fanpage.it, il direttore Ciannamea risponde sugli obiettivi e sui target di share: "Almeno mezzo punto". Il siparietto con Mellone: "Metto dodici firme". 

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Marcello Ciannamea, direttore Distribuzione e responsabile ad interim della Direzione Contenuti Digitali e Transmediali

Da Mario Soldati a Linea Verde, l'archivio Rai diventa un canale

Il cuore di Italiana, almeno in questa prima fase, è il patrimonio già esistente. Mellone lo rivendica senza giri di parole: "Costruire un canale che sia allo stesso tempo divulgativo, culturale ed esperienziale. Italiana mette insieme quello che c'è già, lo straordinario materiale relativo al grande racconto italiano".

Il direttore del Day Time traccia una linea che parte da lontano: "All'interno di queste categorie, hai Mario Soldati, come tutti i grandi scrittori e giornalisti che hanno capito che raccontare le radici, raccontare una nazione provinciale, non è una diminutio, ma dà profondità alla scrittura". Il lavoro di cucitura, spiega, ha coinvolto molte strutture dell'azienda: "Noi del Daytime abbiamo fatto coordinamento, ma hanno collaborato in maniera eccezionale tantissime direzioni. L'obiettivo è dare un ordine a questa proposta enorme che noi abbiamo, che parte da Mario Soldati e arriva a Linea Verde che fanno ascolti da grande prima serata".

Lo spettro va "dallo storico all'iper contemporaneo", con programmi che intrecciano storia dell'arte e gastronomia, montagna e coste. La tesi di fondo è dichiarata: "L'Italia è la nazione con la maggiore biodiversità del mondo, la puoi viaggiare in mille modi diversi, ogni volta ti racconta qualcosa di diverso. Dare quindi una grande sensazione di pluralità e inclusività, non c'è nulla di più inclusivo che sentirsi italiani perché lo siamo tutti".

Mellone insiste sulla varietà degli accessi: "L'Italia puoi raccontarla scalando una montagna o raccontando un monastero, viaggiando per i borghi, che sono una invenzione italiana, puoi raccontarla raccontando il Made in Italy, perché è l'Italia che ha inventato le botteghe artigiane". E cita Ernesto Galli della Loggia: "L'Italia è una nazione fondata sulla bellezza, come dice Galli della Loggia. Italiana avrà come compito quello di raccontare questo".

"Che male ha fatto il provolone?", la risposta alle critiche

Un canale costruito sull'identità nazionale si porta dietro, inevitabilmente, qualche sospetto. Mellone li affronta di petto, a partire dall'accusa di raccontare il Paese in versione sagra: "Qualcuno ci ha detto che facciamo la storia del provolone. Ma che c'è di male se io alla storia del provolone ci lego un luogo dove nasce quel provolone? Che male ha fatto il provolone?".

Poi arriva la domanda più politica, quella su un'eventuale rete sovranista. La replica passa dal nome stesso: "Ci siamo chiesti se chiamarla o meno Italiana, ma italiana è una parola accogliente e inclusiva".

Il direttore descrive anche il tono che il canale vuole avere: "Il mood del canale Italiana, che poi è un femminile, è accogliente: guardate che scoperte, che viaggi abbiamo fatto. Sono un pezzo della formazione culturale di ogni essere che vuole ‘play human', giocare sull'umano. Poi ci sono altre formazioni, altre divulgazioni, noi all'interno del servizio pubblico, componiamo un pezzo della torta".

Otto ore di palinsesto, le produzioni originali dal 2027

Sul fronte tecnico, Ciannamea chiarisce la struttura della partenza: "Il palinsesto sarà sulle 8 ore con ripetizioni a 3 cicli". Una griglia tipica di un canale tematico, che per ora vive di materiali d'archivio. Le produzioni originali pensate per Italiana arriveranno a partire da gennaio 2027: sarà quello il vero banco di prova per capire se il canale saprà andare oltre il riordino, pur ambizioso, di ciò che la Rai ha già in magazzino.

Elena Capparelli sposta invece l'attenzione sul digitale. Italiana crescerà anche su RaiPlay, attraverso clip e playlist, mentre il progetto RaiScuola, in transizione verso l'e-learning, troverà nel canale una nuova spinta e un sistema di interazione "per ampliare e valorizzare le proprie conoscenze. RaiPlay Scuola E-Learning è una miniera da questo punto di vista".

La risposta a Fanpage.it e il siparietto tra Ciannamea e Mellone

Resta il nodo dei numeri. Interpellato da Fanpage.it su obiettivi e pubblico di riferimento, Ciannamea sceglie la prudenza, senza rinunciare a fissare un'asticella: "Non ci siamo dati un obiettivo, è sbagliato darci un obiettivo perché siamo in una fase di start-up. Saremmo felici se in questa prima fase almeno mezzo punto di share proviamo a raggiungerlo. Per gennaio ce la faremo".

Mellone, seduto accanto, non si lascia sfuggire l'occasione e parte un siparietto: "Ci metto dodici firme, viva l'ottimismo di Ciannamea". Una battuta che dice molto. Mezzo punto, per un canale nato su un numero lontano dai primi tasti del telecomando e alimentato soprattutto da repliche, non è un traguardo scontato. La scommessa di Italiana si gioca tutta qui: trasformare un archivio in un'abitudine.

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