Raffaella Griggi presenta Chi l’ha visto?: “Non temiamo la concorrenza. Fagnani? È stata premiata la gavetta interna”
Chi l'ha visto? dopo la pausa estiva torna in onda mercoledì 23 settembre. Oggi, in conferenza stampa, ha parlato per la prima volta la neo conduttrice Raffaella Griggi. Visibilmente emozionata, con "il cuore che batte forte", ha mostrato "da buona genovese un po' riservata" tutta l'incapacità di fronteggiare un'interesse così grande e un'attenzione mediatica insistente da mesi. Abituata a stare per strada, a sporcarsi le scarpe da tennis e gli impermeabili, teme l'abbigliamento da studio tv e anche le forti aspettative. Federica Sciarelli non ci sarà, né di presenza né per un saluto video, ma le ha mostrato la sua vicinanza, dandole la sua benedizione.
Le novità di Chi l'ha visto? con Raffaella Griggi
"Spero di essere all'altezza. Chi l’ha visto? non cambia, sta tutto nel suo punto interrogativo, perché vogliamo dare conforto, essere un primo soccorso per gli altri", dichiara, "non è un programma di cronaca nera e non lo diventa. A Sciarelli chiedo “se vuoi tornare…”, ma è una battuta dai (ride, ndr)". Tra le novità ci sono gli scomparsi digitali, quelli che si perdono nel web, e ci sarà uno spazio curato dagli inviati storici, che racconteranno le storie cult che hanno fatto la storia del programma. Spazio anche a una parte last minute, con le storie dei cittadini che scendono per strada e sono parte attiva. "Non cerco di essere qualcun altro, il mio piglio è la spontaneità. Il lavoro me lo porto a casa, arrivano continui messaggi e i contatti con i parenti sono costanti, ma cerco di tenere tutto a bada", aggiunge.
Ipotesi Francesca Fagnani sfumata: "Ha prevalso la scelta interna"
A domanda su quanto non aver scelto Francesca Fagnani abbia potuto incrinare gli attuali rapporti, tanto da portare all'indiscrezione di un Belve a rischio sulla Rai, Paolo Corsini, Direttore Approfondimento, ha spiegato: "Quando Federica Sciarelli ha deciso di lasciare ho avuto interlocuzioni con vari profili. Fagnani è un talento che abbiamo valutato, ha grande esperienza ed è una risorsa di questa azienda. Ha un background di giornalista che si occupa di cronaca, è stata una delle valutazioni, ma alla fine è prevalsa la scelta interna per valorizzare le competenze". Da qui la volontà di rinnovare la sua fiducia nei confronti di Raffaella Griggi e di tutta la squadra storica di Chi l'ha visto?, certo che saranno capaci di dare un nuovo slancio.
Griggi ha voluto dire la sua: "Non entro nel merito delle decisioni aziendali, personali e dei procuratori. La scelta è stata coraggiosa, non convenzionale. Si critica tanto la Rai ma questa decisione premia la gavetta. Non conosco Fagnani, ma penso che un profilo interno potesse andare meglio. La redazione è rimasta contenta".
La domanda di Fanpage.it sulla saturazione del palinsesto crime in tv
Abbiamo inoltrato una domanda in conferenza, che puntava a chiedere se questa moltiplicazione dell'offerta crime in tv ha in qualche modo scalfito l'egemonia che per anni “Chi l'ha visto?” ha avuto su Rai 3 e cosa, nell'epoca in cui una scomparsa può diventare virale sui social e finire in una molteplice narrazione mediatica in poche ore, può ancora fare per differenziarsi in un’offerta così ampia. Griggi ammette che c'è una saturazione dal mattino a notte fonda, ma "noi non seguiamo il crime come gli altri, siamo un servizio per il cittadino, ci teniamo stretta un’identità che spero sia ancora riconosciuta. Non andiamo a cercare gli scomparsi senza una denuncia e un’autorizzazione della famiglia. Negli anni siamo stati di grande aiuto alle forze dell’ordine e quando le storie si risolvono nel migliore dei modi si prova una sensazione fantastica". Corsini in seguito ha aggiunto che sì è aumentata la concorrenza, "e alcuni sono molto aggressivi", ma nonostante ciò "il programma ha una sua forza, una sua precisa identità, una sua esclusività di racconto".
Il pluralismo di Rai 3, Corsini: "Berlinguer su Rete 4 fa simpatici siparietti"
Passaggio anche sull'identità di rete e sulle polemiche legate alla nuova Rai3: "È comprensibile lo sguardo nostalgico verso le tre reti Rai connotate anche molto politicamente, di conseguenza Rai 3, che oggi abbraccia un pluralismo che corrisponde anche di più il mercato e un pubblico più ampio. Io non penso che Rai 3 abbia perso identità o vocazione. Continua a coniugare territorio, cultura e informazione, migliorando gli ascolti rispetto allo scorso anno nonostante i tagli. La concorrenza, specie a La7, si è ritagliata uno stile senz’altro chiaro, ma mi pare si sia concentrata soprattutto sul dibattito politico. Noi siamo Servizio Pubblico e dobbiamo parlare a tutti". E su nomi come Bianca Berlinguer uscenti dall'azienda e adesso, con È sempre Cartabianca, rappresentati di una concorrenza del mercoledì sera: "Non credo che il passaggio abbia valorizzato la sua identità, ma ha senza dubbio conquistato una fetta di pubblico nuova e tipica della vecchia Rete 4, dove, come vediamo, oggi fa anche simpatici siparietti".