video suggerito
video suggerito
Opinioni
Strage di Crans-Montana in Svizzera

Raccontarci migliori della Svizzera: la tragedia di Crans Montana e i fiumi di retorica patriottica nei talk show in Tv

Da Domenica In ai talk show quotidiani, il dibattito in Tv dimostra che la tragedia di Crans Montana è un fatto di cronaca a suo modo unico. La possibilità di puntare il dito contro i vicini di casa ci permette di tenere insieme il dolore e la rabbia con un elemento potentissimo: soffrire sentendoci migliori degli altri, almeno per questa volta.
A cura di Andrea Parrella
210 CONDIVISIONI
Immagine
Attiva le notifiche per ricevere gli aggiornamenti su

Quello di Crans Montana è un dramma che non si dimenticherà facilmente. I fatti accaduti in Svizzera portano quello che è avvenuto oltre la dimensione episodica e collocano la piccola località nella lista di quei luoghi destinati a essere meta di turismo della tragedia nei prossimi anni, come accaduto in passato per vicende come quella del Giglio, Rigopiano, Avetrana: nomi propri che si ribellano a una condizione di anonimato nella maniera più dolorosa.

Una storia terribile che sta andando oltre la dinamica dei fatti, la comprensione di quanto sia accaduto e l'individuazione dei colpevoli. Si sta trasformando, in realtà, in un tema su cui insiste una deriva retorica sciovinista e patriottica che trova casa nei principali talk show televisivi in onda in questi giorni. Perché nel suo essere drammatica, la tragedia di Capodanno è anche tristemente consolatoria, consentendoci la possibilità di raccontarsi migliori degli altri.

La vicenda, infatti, sollevando il tema della possibile co-responsabilità delle istituzioni per le negligenze nei controlli, ha servito al dibattito da bar, cui la televisione fa spesso eco, un mix di elementi perfetto per montare ore e ore di discussione nell'ultima settimana, inevitabili sì ma non prive di forzature, in cui il dolore e la rabbia sono state tenute insieme da un potentissimo propellente: la colpevolizzazione dei vicini. Da sempre descritti come impeccabili, oggi incappati in un avvenimento terribile causato da un lassismo che il luogo comune avrebbe accostato all'Italia più che alla Svizzera. Quanti di noi hanno sentito, o hanno pensato, negli ultimi giorni, all'accostamento facile e paradossale di quanto accaduto alla proverbiale precisione svizzera?

Affrontare la questione da un punto di vista del genere consente di raccontarci come i bravi, quelli che, almeno in questa occasione, hanno fatto la cosa giusta. Emblematico il dibattito sul tema a Domenica In dell'11 gennaio, con Tommaso Cerno che elogia il governo ma anche le opposizioni per il comportamento di questi ultimi giorni, l'ambasciatore italiano in Svizzera che si complimenta con il ministro Tajani per aver messo a totale disposizione il suo ministero dopo la tragedia, come si trattasse di una concessione particolare ed esclusiva e non di una cosa scontata. E ancora Mara Venier che contesta i proprietari del Le Constellation raccogliendo gli applausi del pubblico quando si parla dell'uscita di sicurezza bloccata per evitare, probabilmente, che le persone potessero uscire senza pagare: "C'è sempre l'interesse economico di mezzo". E la questione non riguarda solo Domenica In, ma la maggior parte dei contenitori Tv che si sono occupati della questione negli ultimi giorni.

A tutto questo si è aggiunta la doppia aggressione ai giornalisti Rai che provavano a raccontare i contorni della vicenda nei giorni di telecamere puntate su Crans Montana, acuendo ancora di più il livello di ostilità tra italiani e svizzeri.

Se nelle prime ore dopo i fatti di capodanno l'attenzione si era concentrata sulla polemica generazionale legata alle immagini dei ragazzi che continuavano a filmare coi loro telefoni mentre il soffitto del locale prendeva fuoco, nei giorni successivi si è lentamente scivolati verso questa costruzione del racconto. Un quadro insolito, va detto, in cui la tragedia ci coinvolge ma non accade in casa nostra, è a noi vicinissima non solo dal punto di vista geografico, ma anche perché ci sono delle vittime italiane, e allo stesso tempo dà modo di potere addossare la colpa su qualcun altro senza contrasti interni. Ci sono le vittime, ci sono i mostri, ci sono anche i possibili complici e c'è il tema dell'interesse economico. Un territorio in cui la retorica sguazza.

210 CONDIVISIONI
Immagine
"L'avvenire è dei curiosi di professione", recitava la frase di un vecchio film che provo a ricordare ogni giorno. Scrivo di intrattenimento e televisione dal 2012, coltivando la speranza di riuscire a raccontare ciò che vediamo attraverso uno schermo, di qualunque dimensione sia. Renzo Arbore è il mio profeta.
autopromo immagine
Più che un giornale
Il media che racconta il tempo in cui viviamo con occhi moderni
api url views